Concimi, l’assorbimento è ottimizzato con il rilascio graduale

Concimazione azotata del frumento tenero con prodotti “non a pronto effetto”


concimi

I concimi definiti “non a pronto effetto” sono caratterizzati da un rilascio graduale e prolungato nel tempo dell’azoto in essi contenuto. Solitamente sono classificati in funzione del meccanismo che regola questo rilascio (concimi condensati, ricoperti, con inibitori della nitrificazione e dell’attività ureasica, ecc.). Genericamente indicati come concimi a lenta cessione, il loro impiego si sta rapidamente diffondendo, potendo assicurare un complessivo miglioramento dell’efficienza della concimazione azotata.

Il lento rilascio dell’azoto nel tempo ne ottimizza l’assorbimento da parte della coltura, riduce i rischi di perdite (es. dilavamento) e di fitotossicità e offre una concreta possibilità di ridurre il numero di interventi di distribuzione del concime.

 

Dose piena e ridotta

Nel biennio 2014-2015 Astra Innovazione e Sviluppo, con il coordinamento del Centro ricerche Produzioni vegetali di Cesena (Fc), ha effettuata prove sperimentali volte a valutare il comportamento agronomico di alcune linee tecniche di concimazione a base di fertilizzanti azotati non a pronto effetto su frumento tenero (varietà Bologna). L’attività rientrava nel progetto Cereal.Pro.Ve finanziato dalla Regione Emilia-Romagna (lr 28/98).

Le prove sono state effettuate a Modena (località Vaciglio) nel 2014 e Imola (Bo) nel 2015. In entrambe le annate si è adottato uno schema sperimentale a blocchi randomizzati con 4 repliche per tesi e parcelle di 10 m2 di superficie.

Le principali caratteristiche dei concimi impiegati nella sperimentazione sono riportate nella tab. 1.

Il protocollo sperimentale prevedeva due distinti apporti di azoto:

–   100% del fabbisogno azotato della coltura, stimato secondo le indicazioni dei Disciplinari di produzione integrata (Dpi) della Regione Emilia-Romagna (dose piena);

–   80% della dose di azoto da Dpi (dose ridotta).

L’introduzione della dose ridotta (80% dose da Dpi) aveva lo scopo di valutare l’efficienza dei diversi formulati commerciali nei confronti delle perdite di azoto. La dose di azoto distribuita alla fenofase di botticella (30 kg/ha di N) è rimasta invariata in tutte le tesi a confronto. Questo apporto è infatti determinante per il miglioramento del contenuto proteico della granella.Le epoche di impiego dei concimi in prova e le unità azotate apportate nel 2014 e 2015 sono riportate in tab. 2 Complessivamente sono state valutate 12 tesi nel 2014 a cui se ne sono aggiunte altre 3 nel 2015, portandone il numero a 15.

I dati raccolti nelle annate 2014 e 2015 sono riassunti nella tab. 3.

 

Prove 2014, più azoto più proteine

Rhizovit 35 N-Process a dose ridotta del 20% (Tesi 13; 7,53 t/ha) ha fornito la resa in granella più elevata, anche se statisticamente non dissimile dalle produzioni delle restanti tesi, a esclusione della tesi 5 (Entec 46 a dose ridotta, 6,29 t/ha).

La riduzione dell’apporto azotato in generale ha causato un calo di produzione, anche se non statisticamente significativo rispetto le tesi fertilizzate a piena dose. Le parcelle concimate a dose piena con Entec 46 (7,04 t/ha), Azoto formula 3 (7,17 t/ha), Rhizovit 35 N-Process (7,40 t/ha) e Azotop 30 (7,29 t/ha) mostrano produzioni superiori, ma non significativamente differenti, alla tesi fertilizzata con nitrato ammonico e urea a dose piena (tesi 2, 6,91 t/ha).

Come atteso la concimazione azotata ha sempre migliorato il contenuto proteico della granella rispetto il testimone non concimato (proteine testimone: 10,1%; contenuto proteico medio delle tesi concimate: 12,4%). Riducendo gli apporti azotati, a parità di azoto distribuito in botticella, si è sempre avuto calo del contenuto proteico che, seppur limitato, è risultato statisticamente significativo. Fa eccezione la tesi 3, dove non si osserva un significativo calo proteico rispetto la tesi 2 (nitrato ammonico + urea a dose piena).

Prove 2015, proteine fino al 12,6%

Nelle tesi concimate a dose piena le rese maggiori sono state fornite da Azoto formula 3 (tesi 10, 7,73 t/ha) e Entec 46 (tesi 4, 7,71 t/ha). Produzioni inferiori, anche se non significativamente differenti dalle due tesi precedenti, si sono avute con Rhizovit 35 N-Progress (tesi 12, 7,20 t/ha) e Azotop 30 (tesi14, 7,20 t/ha) Le rese delle tesi 4 e 10 sono risultate significativamente superiori a quella concimata con nitrato ammonico e urea (tesi 2, 7,03 t/ha), mentre le tesi 12 e 14 non si sono differenziate dalla tesi 2.

La riduzione della dose di azoto non ha provocati significative flessioni produttive per Azoto formula 3 (tesi 11, 7,47 t/ha) e Rhizovit 35 N-Process (tesi 13; 6,54 t/ha).

Anche nella tesi in cui l’Entec 26 è abbinato all’urea (tesi 8 e 9) non si è avuto calo produttivo con la riduzione della dose, seppure con prestazioni produttive inferiori a quelle fornite da Entec 46 e Azoto formula 3 a dosi piene.

Nelle parcelle concimate con nitrato ammonico + urea a dose piena (tesi 2) non si è rilevato un significativo calo produttivo con la riduzione della dose di azoto.

* Astra Innovazione e Sviluppo uo “Mario Neri”, Imola (Bo)

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 01/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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