Concimazione delle estensive al termine dell’inverno

Con il rialzo delle temperature nutrizione dedicata ai frumenti e alle semine in programma


concimazione

La fase fenologica dei cereali autunno-vernini in questo periodo dell’anno è l’accestimento, più o meno avanzato in funzione dell’epoca di semina e delle condizioni ambientali verificatesi successivamente.

L’elemento più considerato per queste colture in questo periodo è l’azoto, anche se in alcune zone tradizionalmente si attua anche una concimazione abbinata col fosforo, in genere con un fertilizzante binario come il 25.10.

Si impone una dovuta distinzione tra una concimazione azotata programmata ed una concimazione azotata di soccorso.

Si prende in esame un intervento azotato di soccorso quando il seminativo di cereali autunno-vernini appare in evidenti condizioni di sofferenza (piante clorotiche, investimento ridotto, accestimento stentato): questo si può verificare soprattutto con precessione sfavorevole, con semina su sodo e con condizioni meteorologiche avverse.

Se nel campo considerato è evidente la necessità di interventi di soccorso, si va a somministrare una forma azotata di pronto assorbimento, privilegiando quindi la forma nitrica per superare rapidamente lo stress; d’altra parte non sono necessarie applicazioni ingenti in quanto in questa fase le esigenze e le capacità di assorbimento della coltura non sono cospicue. A titolo di esempio si possono fornire 200-250 kg/ha di nitrato di calcio oppure 100-150 kg/ha di nitrato ammonico.

Se le condizioni dei seminati sono invece nella norma, con un accestimento ben avviato, si può attendere, per la concimazione azotata, la metà-fine dell’accestimento con una quota di azoto pari al 25-30% del totale previsto, impiegando nitrato ammonico oppure urea.

Il fatto che in questo periodo l’assorbimento di azoto da parte dei cereali autunno-vernini sia graduale e protratto nel tempo fa sì che la fase di metà-fine accestimento sia quella più favorevole alla opzione per la distribuzione di un concime azotato a cessione graduale dell’azoto: utilizzando un fertilizzante di questo tipo gli interventi vengono accorpati e si può somministrare un 40-60% dell’azoto totale previsto in questa forma ed in questa fase.

A prescindere da quale sia la tipologia di fertilizzante azotato prescelto, la quota di azoto rimanente deve essere distribuita alla fase di inizio levata – spiga al secondo nodo, che è lo stadio della coltura con il più intenso assorbimento di azoto.

Se la coltivazione è di grano di qualità, per il quale è importante il tenore proteico finale della granella, bisogna tenere ben presente che sarà successivamente necessario riservare una quota di 25-30 unità di azoto per la fase di spigatura, determinante per la sintesi e l’accumulo di proteine.

 

Colture di rinnovo

Concimazioni a tutto campo. La coltura da rinnovo il cui avvio delle semine è imminente è la barbabietola da zucchero; in alcune zone si andrà a seminare fra poco anche il girasole. Per queste colture è in corso di attuazione, laddove prevista, la concimazione azotata di pre-semina, impiegando solfato ammonico o urea.

La stessa concimazione, di entità ben più corposa, va effettuata poco prima della semina del mais e del sorgo, che sono le colture per le quale sono previste in un secondo tempo, in quest’ordine, le semine; in genere su mais e sorgo si privilegia l’urea come tipologia di fertilizzante azotato.

Non sono infrequenti le condizioni colturali dove è necessaria anche la concimazione potassica e fosfatica: in questi casi è una buona soluzione l’impiego di un concime complesso NPK. Questo fertilizzante può essere di natura chimica oppure organo-minerale: il concime organo-minerale, pur sviluppando in genere un costo maggiore delle unità distribuite, riesce, grazie alla interazione fra sostanza organica ed elementi chimici, ad esplicare una maggiore disponibilità dei nutrienti per le colture.

Nel caso della soia, invece, la concimazione azotata pre semina non viene attuata perché, per la disponibilità di questo nutriente si fa affidamento sulla azoto fissazione tipica delle leguminose; a seconda delle dotazioni nutrizionali del suolo, si valuta se effettuare o meno concimazioni a tutto campo con il potassio ed il fosforo.

Se andremo a distribuire fosforo o potassio a tutto campo, si deve tenere conto che questi elementi nel suolo presentano una mobilità pressoché nulla, per cui è bene fare seguito alla distribuzione con una lavorazione che favorisca l’interramento e l’approfondimento dei fertilizzanti per un profilo di almeno 10-20 centimetri, in corrispondenza della maggior parte dell’apparato radicale assorbente.

Concimazioni localizzate. È buona norma sfruttare il passaggio di semina delle colture da rinnovo per localizzare dei concimi specifici.Per le colture da seminare a fine inverno-inizio primavera è molto opportuna la localizzazione di un concime fosfatico, in quanto il fosforo prontamente disponibile vicino alla radichetta garantisce un significativo effetto starter, particolarmente evidente su barbabietola da zucchero e mais, ma comunque positivo su tutte le colture sarchiate.

Sono diverse le tipologie di fertilizzanti idonee allo scopo, dal perfosfato triplo ai microgranulati oppure ai concimi liquidi.

Sovente nella composizione dei concimi microgranulati o liquidi rientra anche un microelemento specifico, che prevalentemente è lo zinco.

Nella scelta del prodotto da localizzare va considerata anzitutto l’attrezzatura in dotazione della seminatrice. Per la localizzazione del perfosfato triplo (o di prodotti comunque a granulo medio di 2-4 mm) si utilizzano delle apparecchiature di localizzazione apposite per i fertilizzanti, in grado di distribuire circa 100 kg/ha di concime.

In alternativa si impiega il canale di localizzazione dei prodotti microgranulati, se non viene impiegato per la localizzazione dei geodisinfestanti: i fertilizzanti distribuiti tramite questa via sono impiegati a dosaggi più contenuti, dell’ordine di 10-40 kg/ha.

Un’altra modalità distributiva che si può adottare è la distribuzione di concime liquido a prevalente contenuto di fosforo: questo, se si dispone di specifiche attrezzature, può essere localizzato nel solco di semina, oppure, a dosi più contenute, viene miscelato con il diserbo di pre emergenza o di post emergenza precoce.

 

*Coordinatore tecnico coop. Terremerse

 

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