Comodato genitori/figli, stop a Imu e Tasi 1a casa

Ok del Senato al maxiemendamento del governo che ora passa alla Camera


stabilità

Lo scorso 20 novembre il Senato ha votato la fiducia al maxiemendamento del governo al disegno di legge di stabilità per il 2016. Si tratta di un testo che sostituisce integralmente quello originario, con il quale sono state raccolte una parte delle modifiche discusse e approvate dalla commissione bilancio del Senato.

Il testo passa ora all’esame della Camera dove, probabilmente, vedrà ulteriori modifiche. In tal caso sarà necessario un ulteriore voto da parte del Senato.

Diciamo subito che il nuovo testo non contiene novità sul fisco agricolo rispetto a quanto illustrato su TV n° 44. È stata invece introdotta una novità di rilievo per quanto riguarda Imu e Tasi rispetto a quanto scritto su TV n° 46/2015. Nel confermare l’abolizione di Imu e Tasi sugli immobili ad uso abitativo utilizzati come prima casa, escluse le categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici), il testo approvato dal Senato prevede che le due imposte siano abolite anche con riferimento ai seguenti casi (e sempre con esclusione delle tre categorie catastali citate):

  1. unità immobiliari concesse in comodato dal soggetto passivo a parenti disabili entro il 2° grado sia in linea retta sia in linea collaterale;
  2. unità immobiliari concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il 1° grado che la destinano ad abitazione principale e che non possiedano un altro immobile ad uso abitativo in Italia e a condizione che il contratto sia registrato, che il comodante abbia adibito nel 2015 lo stesso immobile come abitazione principale e che non possieda un altro immobile ad uso abitativo in Italia. È prevista una dichiarazione con cui si attesta il possesso dei requisiti richiesti per l’esenzione.

Orbene, l’unica parentela di 1° grado riconosciuta nel nostro ordinamento è quella tra genitori e figli. Il testo approvato dal Senato prevede sia il caso di genitori che concedono l’immobile in comodato ai figli, sia il caso contrario (che, seppur meno frequente, comunque si verifica) fermi restando gli altri requisiti sopra indicati.

L’approvazione definitiva di questa norma risolverebbe quella che molti considerano una vera e propria ingiustizia sociale.

Come noto, i fabbricati rurali ad uso abitativo sono soggetti all’Imu e alla Tasi secondo le regole ordinarie. Pertanto, qualora la nuova norma fosse definitivamente approvata, un fabbricato rurale ad uso abitativo, concesso in comodato dal proprietario ad un figlio, nel rispetto dei requisiti sopra indicati, sarebbe esente sia dall’Imu che dalla Tasi.

Leggi l’articolo completo di tabella e box informativo su Terra e Vita 47/2015 L’Edicola di Terra e Vita


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