Come far partire la filiera dell’innovazione

Cooperazione per l’innovazione: a che punto siamo con la misura 16 dei Psr? Il punto il 17 maggio in un convegno a Bari


convegno pei agri

Bruxelles punta forte sull’innovazione e sulla conoscenza, ma l’Italia è in ritardo. Cooperazione per l’innovazione è infatti una delle nuove parole d’ordine dello Sviluppo rurale, prevista dalla misura 16 dei Psr. Siamo alla metà esatta del periodo di programmazione 2014-2020 della Pac, finora però solo l’Emilia-Romagna e il Trentino sono riuscite ad attivare e finanziare i gruppi operativi (Go) che devono mettere in relazione la domanda di innovazione da parte del mondo produttivo e l’offerta del mondo della ricerca (ne avevamo già parlato qui, in occasione del precedente convegno organizzato da Edagricole all’ultima edizione di Eima).  Sul piatto di sono stanziamenti per 873 milioni di euro. Le Regioni hanno infatti “prenotato” 625 Go, ma per la loro approvazione Bruxelles ha previsto procedure innovative che hanno causato forti ritardi: il rischio di disperdere questi fondi è già concreto. Terra e vita è media partner di uno specifico convegno organizzato il 17 maggio a Bari da Rete rurale, Mipaaf e Crea (il programma è disponibile qui nella nostra sezione eventi) per fare il punto su “Innovazione e conoscenza nello sviluppo rurale: a che punto siamo”.

Ogni GO dovrebbe lavorare attivando un processo interattivo di cooperazione fra i componenti, per integrare domanda e offerta di innovazione.

Ogni GO dovrebbe lavorare attivando un processo interattivo di cooperazione fra i componenti, per integrare domanda e offerta di innovazione.

 Le idee per il Sud

Da un concorso di idee per l’innovazione dell’agricoltura nel Sud (SudInnova) sono pervenute oltre 100 proposte che potranno essere inserite in altrettanti Go. Da queste sono state selezionate quelle ritenute più utili a risolvere problematiche emergenti dell’agricoltura meridionale. Le migliori idee saranno illustrate con poster esposti al pubblico. Ad essere premiate in occasione del convegno di Bari saranno le idee che si sono assicurate i primi sei posti:

  • Biofertilizzanti organici, Domenico Ronga,
  • Le tecnologie spaziali per il settore agricolo, Valerio Caroselli,
  • L’impronta idrica nel processo di produzione del latte, Carlo Cosentino,
  • Start up per il commercio on line dei prodotti avicoli, Cinzia Giuliano,
  • Coltivazione “sociale” di frutta esotica e tropicale, Gianluca Bove,
  • Il robot SERVAGRI, Maraia Concetta Castorina.

Le azioni in campo

L’evento si propone però soprattutto come una sorta di prima verifica delle azioni messe in campo dai Programmi di Sviluppo Rurale e dal Mipaaf a sostegno della diffusione della conoscenza con particolare riferimento al Partenariato Europeo per l’Innovazione “Produttività e sostenibilità dell’agricoltura” (Pei-Agri). Una specifica tavola rotonda moderata da Terra e Vita metterà a confronto la filiera dell’innovazione costituita dalle istituzioni pubbliche, aziende agricole capofila di gruppi operativi e consulenti “Innovation broker”. Parteciperanno:

  • Giorgio Trentin, Dirigente Regione Veneto,
  • Andrea Bordoni Dirigente Regione Marche,
  • Mario Montanari Dirigente Emilia Romagna,
  • Paolo Rendina, tecnico/consulente, Cadirlab Piemonte,
  • Anna Rufolo tecnico CIA in Campania con esperienza presso OP ortofrutta,
  • Luciano Concezi, Parco tecnologico Umbria, innovation broker per la Misura 124,
  • Gianluca Nardone direttore generale del Dipartimento di agricoltura della Regione Puglia;
  • Sergio Menapace, direttore Fondazione E.Mach San Michele all’Adige (Tn);
  • Roberto Ranieri, innovation broker società Openfields (Parma),
  • Anna Vagnozzi, Crea e Rete rurale.

L’intento è quello di fare emergere gli elementi di opportunità che derivano dalla creazione di un GO e dallo sviluppo di un progetto correttamente impostato; evidenziare le criticità procedurali e di impostazione, ma solo per fornire consigli e per affrontarle in modo positivo; evidenziare che nei GO ogni soggetto della filiera dell’innovazione può portare un contributo utile purché svolga il proprio ruolo, mettere in relazione le diverse esperienze in corso nelle diverse Regioni italiane.

I Gruppi Operativi del PEI vanno infatti costruiti sulla base di  fabbisogni reali di imprese e territori, ma trasferire queste esigenze al mondo della ricerca non è così facile. Anche i compiti delle aziende capofila non sono ancora pienamente tratteggiati.

L’obiettivo dell’evento è quindi quello di fornire qualche elemento di chiarezza riguardo ai risultati e agli effetti attesi.

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