Coldiretti: i primati del primario

30mila alla Giornata dell’Agricoltura Italiana


Coldiretti

Giù le tasse per un settore che rappresenta e incarna il futuro, che tiene insieme qualità e bellezza e porta in giro per il mondo l’orgoglio dell’Italia. «Dal 1° gennaio 2016 Imu e Irap agricole saranno cancellate. Abbiamo trovato le coperture, sarà in Legge di Stabilità». È la promessa del presidente del Consiglio Matteo Renzi davanti ai 30mila agricoltori Coldiretti accorsi all’Expo per celebrare la “Giornata dell’Agricoltura Italiana”.

Un’agricoltura che potrebbe essere così alleggerita da un carico fiscale di oltre un miliardo di € (circa 810 milioni dall’Imu e 200 milioni dall’Irap). Ma abbassare le tasse e «alzare l’entusiasmo» non basta: il premier ha sottolineato la necessità di ulteriori investimenti per favorire un export in ascesa (si profilano 36 miliardi a fine anno) ed ha annunciato linea dura sul caporalato: «Stiamo ragionando su una misura e se sarà necessario interverremo con un decreto legge».

Lo Stato insomma c’è: «L’eliminazione di Imu e Irap – ha evidenziato il ministro Maurizio Martina – è un impegno senza precedenti per il sostegno al reddito degli agricoltori. L’anima del mio lavoro è mettere la dignità di chi produce davanti al mercato. Ma occorrono un salto di qualità nei rapporti di filiera e nel rapporto impresa-istituzioni». La promessa del ministro è semplificare quanto più possibile la Pac e sgravare il lavoro quotidiano in azienda dal peso della burocrazia: «C’è tanto ancora da fare, ma è la direzione che abbiamo intrapreso con Campolibero e con l’istituzione del registro unico dei controlli».

Incassate alcune rassicurazioni su fiscalità, burocrazia e illegalità nei campi, la Coldiretti non ha perso l’occasione per portare avanti il suo cavallo di battaglia: la lotta al falso made in Italy. «Siamo consapevoli – ha evidenziato il presidente Roberto Moncalvo – che le importazioni contribuiscono al fabbisogno di alcune filiere, ma non può esserci il via libero incondizionato all’entrata di fiumi di derrate alimentari, che diventano improvvisamente italiane. Al Governo chiediamo un impegno sulla trasparenza della filiera, sull’etichettatura di origine dei prodotti e sulla tutela delle nostre qualità, come i formaggi che rischiano di sparire a causa di un’Europa che costringe a usare latte in polvere. I nostri interessi sono quelli del Paese, la vera agricoltura offre molto più di quello che chiede: ricchezza, legalità, integrazione e servizi sociali sul territorio».

Leggi l’articolo completo di box informativo su Terra e Vita 38/2015 L’Edicola di Terra e Vita


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