Cinquant’anni di rotazione e fertilizzazione

Un’esperienza dell’Università di Bologna per migliorare la gestione dei concimi


fertilizzazione

Quest’anno un’esperienza a lunga durata dell’Università di Bologna, riguardante la concimazione e l’avvicendamento delle colture ha raggiunto il traguardo di mezzo secolo. L’esperienza era stata impostata nel lontano 1967 dal prof. Remigio Baldoni dopo averne precedentemente impostato altre due presso altre università, di cui quella di Padova è ancora in essere.

Avere a disposizione un mare di risultati sperimentali maturati in 50 anni di ricerca permette di fare considerazioni, a livello agronomico, che con le ordinarie sperimentazioni, condotte per due o tre anni non si possono fare. Anche 50 anni, però, non sempre possono essere ritenuti sufficienti per esprimere un giudizio sulla sostenibilità di una rotazione e delle sue interazioni con la fertilizzazione.

Una esperienza di così lunga durata dovrebbe servire principalmente per mettere a punto metodi precisi per quanto attiene la concimazione chimica la quale, più di quella organica, viene influenzata dall’andamento climatico.

Ad esempio, attraverso lo studio delle correlazioni tra la piovosità, temperatura e il dilavamento dei nitrati nel terreno è stato possibile definire l’indice termopluviometrico per il frumento che permette di calcolare il fabbisogno di azoto per l’accestimento basandosi sui millimetri di pioggia caduti e sulle temperature medie del periodo autunno-invernale.

Altri metodi potrebbero essere messi a punto in quanto in 50 anni si sono avute tutte le variazioni climatiche possibili, tali da poter dare indicazioni anche ai giorni nostri dove si parla sempre più insistentemente di cambiamenti climatici.

In questo articolo verranno ripresi solamente i risultati più salienti ottenuti in questo lungo periodo che purtroppo non sono stati divulgati a sufficienza, tanto che alcuni risultano ancora sconosciuti dalla maggior parte degli agricoltori.

 

Alcuni errori

Purtroppo questa l’esperienza a lunga durata, dopo gli anni iniziali, ha avuto una direzione scientifica che ha commesso alcuni errori che, in parte, hanno inficiato la validità dei risultati ottenuti. Vi sono, però, ugualmente dei periodi nei quali i risultati sono attendibili.

 

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 15/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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