Cimice asiatica, una strategia da mettere a punto

Servirebbe la massima tempestività, ma la soglia d’intervento è ancora da definire


Cimice

La cimice esotica, Halyomorpha halys, conosciuta negli Stati Uniti come “Brown marmorated stink bug” è stata la grande novità, in negativo del 2015. Originaria dell’Asia orientale (Cina, Corea, Giappone, Taiwan), è una cimice marmorizzata grigio-marrone lunga 12-17 mm e non molto diversa da altre specie autoctone. Nei territori di origine si comporta da fitofago occasionale ma, quando è stata accidentalmente introdotta sulla costa est degli Stati Uniti, ha causato danni da milioni di dollari nei frutteti di pesco e melo diventando rapidamente il fitofago chiave di queste colture.

In Italia la cimice asiatica è stata trovata per la prima volta solo 4 anni fa ma, vista l’entità delle popolazioni presenti in campo, è lecito supporre che fosse presente già da tempo nei nostri ambienti senza essere stata notata. Già nel 2014 era stato registrato qualche primo danno su pero in una zona limitata del modenese ma è stato l’anno successivo che ha visto la comparsa in forze della cimice in diverse aree frutticole del nord Italia. La coltura maggiormente colpita è stata il pero, anche grazie alla grande diffusione degli impianti nella zona in cui è comparso l’insetto, ma in altre regioni i danni hanno interessato anche le altre colture frutticole.

La grande dannosità di H.halys è aggravata anche dalla sua etologia: si tratta infatti di una specie polifaga, che vola con grande facilità da una pianta all’altra e si sposta di continuo. Le ricerche americane parlano di un volo medio di 5 km con alcuni individui che riescono a coprire l’incredibile distanza di 50 km. Inizialmente i maschi svernanti colonizzano i bordi dei frutteti e emettono il loro feromone di aggregazione che richiama altri maschi e le femmine. A quel punto avvengono gli accoppiamenti e la successiva dispersione anche all’interno del frutteto.

 

La biologia in Italia

H.halys nei nostri ambienti compie due generazioni e sverna come adulto riparato in ricoveri naturali e, soprattutto, all’interno delle abitazioni. In primavera, con l’arrivo dei primi caldi, gli adulti escono dai ripari e si portano sulla vegetazione dove cominciano a nutrirsi. Gli adulti della cimice sono molto mobili e sono attirati da alcune piante presenti nelle siepi: piante di origine asiatica come ailanto (Ailanthus altissima) e paulonia (Paulownia tomentosa) ma anche autoctone come aceri, olmi, ecc.

Una volta che le cimici sono arrivate sulle colture avviene l’accoppiamento e poi la deposizione. Le femmine di H. halys depongono le uova a gruppi di 28 elementi sulla pagina inferiore delle foglie. Le neanidi sono molto mobili e si spostano attivamente lungo le piante e raggiungono lo stadio di adulto dopo 5 età giovanili.

 

I danni

L’esperienza americana ci dice che, H.halys nelle aree di recente colonizzazione, diventa rapidamente la specie predominante soppiantando quelle tradizionali. E così i tortricidi come Cydia pomonella e Cydia molesta, tradizionalmente i fitofagi chiave per le pomacee, negli Stati Uniti della costa est hanno visto ridimensionata la loro importanza. La grande polifagia di H.halys la rende pericolosa per molte colture frutticole ed erbacee anche se il pesco sembra essere la preferita, quella su cui persino le trappole a feromoni di aggregazione funzionano poco in quanto subiscono la competizione dei frutti.

 

 

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