La chiave giusta contro i funghi del frumento

Doppio trattamento e timing preciso. Cambia il clima, il ciclo colturale anticipa e si accorcia e serve maggiore tempestività per far fronte alle malattie fungine


trattamenti

Anche le semine dei cereali autunno-vernini del 2015 confermano il cambiamento climatico in atto, con le varietà di frumento seminate tra fine ottobre e inizio novembre già in levata, grazie alle temperature miti registrate fino ad oggi. Rispetto alle ultime due stagioni, l’unica differenza è data dalla scarsità di precipitazioni (piogge e neve) nel periodo autunno-inverno, che ha impedito il dilavamento dell’azoto, favorendo il buono stato vegetativo della maggior parte dei campi coltivati.

In questi ultimi anni l’effetto del cambiamento climatico osservato con più evidenza è stato l’anticipo delle trebbiature, mentre meno palese è risultato l’anticipo dell’antesi su frumento, anche per la continua introduzione di varietà con spigatura medio-tardiva, a differenza di quanto osservato invece su orzo.

 

Clima e sviluppo malattie

Il problema è che il clima, come può incidere sullo sviluppo delle diverse colture, è capace di influenzare l’andamento epidemiologico dei vari agenti patogeni in grado di attaccarle.

Tra le diverse avversità di natura fungina che possono interessare i frumenti (sia tenero che duro) possiamo annoverare la fusariosi della spiga (Fusarium spp. e Microdochium nivale), la ruggine gialla (Puccinia striiformis, P. triticina), la ruggine bruna (P. graminis), l’oidio (Blumeria graminis f.sp. tritici) e il complesso della septoriosi (Zymoseptoria tritici e Stagonospora nodorum).

In generale le temperature miti dopo le semine possono favorire diversi di questi funghi patogeni, in particolare quelli il cui l’inoculo si conserva nei residui vegetali e che possono precocemente attaccare le piantine di frumento fin dall’autunno, determinando, con un andamento climatico favorevole nel periodo di fine inverno e inizio primavera, la comparsa precoce dei sintomi.

Nella scorsa primavera l’accumulo e l’intesità delle precipitazioni abbinate alle temperature miti avevano creato una situazione di diffuso allarme, con asfissie radicali, diffuse clorosi dovute al dilavamento dell’azoto e un’anticipo degli attacchi di septoriosi che ci avevano spinto a consigliare l’abbinamento di trattamenti fungicidi in epoca di diserbo (si veda Terra e Vita 13/2015 pag. 18-19)

Quest’anno il panorama delle coltivazioni di cereali a paglia non appare caratterizzato dai grani gialli del 2015, ma l’indicazione della massima attenzione al posizionamento dei trattamenti fungicidi è valida anche per la campagna in corso: è pur vero che sono state scarse le precipitazioni autunnali in grado di favorire le infezioni precoci di septoriosi, fusariosi, oidio e ruggini, ma ci sono infatti comunque stati prolungati periodi nebbiosi nel corso dell’inverno.

 

Dalla ruggine bruna effetti speciali

Dall’altro canto proprio sulle ruggini, in questi ultimi anni, si è osservato un andamento epidemiologico particolare.

Mentre per la ruggine gialla non si sono osservati andamenti differenti dal normale, ovvero comparsa come consueto precoce, perché caratterizzata da limiti termici inferiori rispetto alle altre ruggini (da fine accestimento a inizio spigatura), ma limitata a certi areali e ad alcune varietà più suscettibili (sia di frumento duro che tenero); sulla ruggine bruna si è assistito invece ad una recrudescenza della malattia e soprattutto ad un anticipo della presenza.

In particolare, sia nel 2014 che nel 2015, nei diversi campi prova di cereali a paglia che Terremerse imposta nelle province di Ravenna, Ferrara e Mantova, abbiamo assistito alla comparsa delle prime pustole sulle foglie più basse delle varietà di frumento più suscettibili (con leggera maggiore frequenza su quelle di tenero che quelle di duro) già ad inizio aprile. Le piogge successive hanno così favorito l’andamento epidemico con la comparsa di evidenti sintomi sulla foglia a bandiera fin dalla spigatura.

 

La fusariosi al centro

Negli ultimi anni, da quando la fusariosi della spiga è diventata la “malattia chiave” per le implicazioni di carattere igienico-sanitarie legate alle micotossine, scarsa è stata la presenza di ruggine bruna e solitamente i sintomi sulle ultime foglie erano evidenti solo dopo la spigatura (negli areali del Nord Italia). Questo anticipo di comparsa può essere causa di attacchi più preoccupanti, come abbiamo assistito sulle varietà più suscettibili a fine primavera nella scorsa annata. Sulla base di questo andamento epidemiologico, bisognerà valutare attentamente la strategia di difesa, alla luce anche delle altre avversità da controllare. In questi ultimi anni la difesa fungicida è stata imperniata contro le due avversità chiave, ossia la septoriosi e la fusariosi della spiga, e in questo contesto la strategia di difesa basata su 2 applicazioni ha garantito ottimi risultati (fig. 1).

Importantissima continua a essere la scelta del momento d’intervento; un’applicazione troppo precoce, in piena epoca del diserbo, non è in grado di proteggere efficacemente le foglie preposte al riempimento delle cariossidi, ossia l’ultima e la penultima foglia e la spiga, dalle infezioni di septoriosi e ruggine bruna (eventualmente solo contro la ruggine gialla), come si vede in fig. 2.

 

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 10/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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