Cessione d’azienda e trasferimento diritto titoli

Entrambi i contraenti devono essere agricoltori attivi


titoli

Domanda

La circolare AGEA n.ACIU.2015.236 specifica: “Ai fini della verifica del requisito di “agricoltore in attività” sia in capo al cedente sia in capo al cessionario, si precisa che: se il trasferimento dell’azienda ha avuto luogo con contratto sottoscritto prima del 1° gennaio 2015, il requisito deve essere posseduto in una data ricompresa tra il 1° gennaio 2015 e la presentazione della domanda”.

Nel caso pratico, se un soggetto “A” ha ceduto l’intera azienda agricola (terreni + attività) ad un altro soggetto B, che non era agricoltore e non svolgeva altre attività, in una data antecedente il 15 maggio 2014, si verifica quanto segue:

–   prima del 15 maggio 2014 “A” era agricoltore attivo e “B” no;

–   dal 15 maggio 2014 in poi “B” è agricoltore attivo in quanto ha acquistato l’azienda e come unica attività esercita quella agricola, “A” non lo è più perchè ha ceduto l’intera attività agricola, quindi ha perso i requisiti. “B” ha presentato domanda Pac nel 2014 e ha percepito i successivi pagamenti.

–   il trasferimento è avvenuto inserendo nell’atto la clausola “art. 24 del Reg. 1307/2013, quindi “B” ha acquisito da “A” il diritto a ricevere i nuovi titoli, in quanto “A” gli ha trasferito il cosiddetto requisito del 2013.

Ora, dopo l’emanazione della circolare di cui sopra, al fine di trasferire il diritto a ricevere i titoli, sia “A” che “B” devono essere agricoltori attivi in una data successiva al 1°/1/2015, anche se il trasferimento è avvenuto in data antecedente il 31/12/2014.

Ma se è stata trasferita l’intera azienda agricola da “A” a “B” in data antecedente il 31/12/2014, come sarà mai possibile che entrambi siano agricoltori attivi dopo il 1°/1/2015, se solo “B” è titolare di attività agricola? Forse nella circolare c’è qualcosa di sbagliato…

 

Risposta

La Circolare Agea n. ACIU.2015.236 del 14/5/2015 traduce, in termini applicativi, i contenuti della normativa comunitaria (Reg. 1307/2013 e Reg. 639/2014). Quindi, non c’è nulla di sbagliato.

I trasferimenti del “diritto a ricevere i titoli” o “requisito 2013” (art. 24, par. 8, Reg. 1307/2013) e dei “titoli da assegnare” (art. 20 e 21, Reg. 639/2014) prevedono l’agricoltore “attivo” per entrambi i contraenti del trasferimento (cedente e cessionario).

Il cedente (agricoltore A) e il cessionario (agricoltore B) devono essere entrambi agricoltori “attivi” tra il 1° gennaio 2015 e la presentazione della domanda. Il legislatore ha voluto evitare che gli agricoltori “non attivi” possano beneficiare dei pagamenti diretti. Infatti, il trasferimento può portare vantaggi al cedente, che potrebbe lucrare dei benefici del trasferimento, pur non essendo più agricoltore attivo.

È tuttavia comprensibile che questa normativa produce svantaggi solo all’agricoltore B che deve dimostrare il possesso del “requisito 2013”. Tale problematica è tuttavia risolvibile in vari modi. In primo luogo, l’agricoltore (sia il cedente sia il cessionario) ha ben 6 possibilità per dimostrare di essere agricoltore attivo

  1. pagamenti diretti percepiti nell’anno precedente (2014) sotto una certa soglia di (€ 5.000 aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate; € 1.250 altre zone);
  2. iscrizione all’Inps in qualità di Cd o Iap o colono o mezzadro;
  3. titolari di p. Iva, attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014;
  4. proventi totali ottenuti da attività agricole nell’anno precedente (2014) pari ad almeno un terzo dei proventi totali ottenuti nell’anno precedente (2014);
  5. importo annuo dei pagamenti diretti pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente (2014);
  6. la sua attività principale o il suo oggetto sociale è l’esercizio di un’attività agricola.

È probabile che gli agricoltori interessati nella cessione (sia il cedente sia il cessionario) rientrino in una di queste casistiche. Se l’agricoltore non rientra in nessuna di queste casistiche, non è attivo.

Presumibilmente il cessionario (agricoltore B) non dovrebbe avere problemi nel rientrare in una di queste casistiche, mentre è più difficile per il cedente (agricoltore A), visto che – con molta probabilità – ha smesso l’attività agricola. In tal caso, l’agricoltore B non possiede il “diritto a ricevere i titoli”, che è necessario per l’assegnazione dei nuovi titoli (art. 24, Reg. 1307/2013). Come può rimediare?

L’agricoltore può acquisire il “diritto a ricevere i titoli” da un altro agricoltore, ai sensi dell’art. 24, par. 8, del Reg. 1307/2013, tramite un contratto di affitto o di vendita di terreni, firmato prima del 15 giugno 2015.

La Circolare Agea citata precisa che il “diritto a ricevere i titoli” può essere trasferito solo insieme all’azienda o parte di essa, e deve avere ad oggetto obbligatoriamente superfici ammissibili nel limite minimo di 5.000 mq.

In conclusione, il lettore ha ben evidenziato un elemento di complessità di questa nuova Pac. Non è frutto di un errore della Circolare Agea. Tuttavia, questo vincolo normativo può essere superato, seguendo una delle casistiche sopra indicate.


Pubblica un commento