Certificazione unica 2016, approvati i modelli

Il sostituto d’imposta attesta redditi e somme corrisposte nel 2015. Quello Sintetico dovrà essere consegnato ai lavoratori interessati entro il 28 febbraio; quello Ordinario entro il 7 marzo


Certificazione

L’agenzia delle Entrate, con provvedimento del 15 gennaio 2016 n. 7786, ha approvato il nuovo Modello di Certificazione Unica CU 2016.

Con tale modello i sostituti d’imposta devono attestare, nei confronti di dipendenti e collaboratori, professionisti e simili i redditi e le somme corrisposte nel 2015 per:

–   lavoro dipendente, equiparati, assimilati (art. 49 e 50 del Tuir) ;

–   lavoro autonomo, provvigioni, diversi (artt. 53 e 67 del Tuir);

–   i contributi previdenziali, assistenziali e assicurativi Inail;

–   le ritenute d’acconto operate e le detrazioni effettuate.

La certificazione unica si articola in:

–   un Modello sintetico “Certificazione Unica CU/2016 Modello Sintetico”, che sarà da consegnare ai lavoratori interessati entro il 28 febbraio prossimo;

–   un Modello Ordinario, che viceversa è da trasmettere, in via telematica all’agenzia delle Entrate, entro il 7 marzo prossimo; tale modello è identificato come “ certificazione unica CU/2016 Modello Ordinario”.

 

I prospetti

I modelli contengono vari prospetti relativi a :

–   Dati anagrafici del sostituto e del percettore;

–   Certificazione lavoro dipendente, assimilati e assistenza fiscale per i dati relativi ai redditi di lavoro dipendente e assimilati e i connessi dati previdenziali e assistenziali;

–   Certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi contenente i dati relativi ai redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.

La Certificazione 2016 contiene alcune nuove indicazioni; questi i nuovi quadri predisposti dall’amministrazione:

–   dati previdenziali e fiscali Inps, aggiunti anche i dati assistenziali e previdenziali relativi ad enti previdenziali diversi dall’Inps;

–   somme liquidate a seguito di pignoramento presso terzi;

–   somme corrisposte a titolo di indennità di esproprio, altre indennità e interessi.

Viene poi richiesta l’indicazione del codice fiscale del coniuge del dipendente, anche se non fiscalmente a carico.

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