Castagno in ripresa

Sugli Appennini, grazie alla lotta biologica al cinipide, è tornata la produzione di castagne e marroni


castagno

Dopo alcuni anni catastrofici, caratterizzati da una produzione praticamente azzerata e da incidenze da capogiro di bacato e marciumi, oggi nell’Appennino si respira un’aria diversa. Fra i produttori lo si dice ancora sottovoce ma quest’anno, finalmente, c’è una produzione di castagne e marroni accettabile.

La crisi “cinese”

La crisi produttiva era cominciata nel 2002, con l’arrivo in Italia del famigerato Dryocosmus kuriphilus (o Cinipide del castagno o Vespa cinese). In pochi anni questa minuscola vespina esotica, con la sua popolazione fatta di sole femmine, aveva colonizzato ogni castagneto italiano riempendo le piante con le sue caratteristiche galle che un po’ tutti, dai castanicoltori ai semplici escursionisti della domenica, hanno imparato a conoscere. La diffusione del parassita sul territorio italiano è avvenuta in modo sorprendentemente veloce facilitata sicuramente dalla continuità delle aree castanicole ma, probabilmente, anche dallo spostamento di materiale vivaistico infestato. Il risultato finale di questa invasione silenziosa, è stato il crollo della produzione e il forte stress delle piante di castagno in tutte le regioni italiane. Gli attacchi del Cinipide sul castagno, infatti, danneggiando un numero elevato di gemme, portavano ad una minor produzione vegetativa e di fiori che poi si traducevano in una produzione potenziale inferiore e in stress fisiologico.

Il ruolo del parassitoide

Va detto che i livelli produttivi raggiunti nel 2015, per quanto buoni, sono ancora molto al di sotto da quelli che si ottenevano nel periodo precedente alla comparsa del cinipide. Inoltre è abbastanza evidente che la ripresa produttiva non è generalizzata ma “a macchia di leopardo”: forte in alcune regioni e molto più debole in altre. Guardando meglio i dati produttivi ci si accorge che, le zone in cui i castagni sono in ripresa, sia come produzione sia come stato vegetativo delle piante, sono quelle in cui la lotta biologica al Cinipide del castagno è stata realizzata con maggiore convinzione. In sostanza dove si è riusciti a ridurre le presenze dell’organismo alieno grazie al suo parassitoide specifico Torymus sineisis, si sta ristabilendo quell’equilibrio ecologico compromesso.

 

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