Carpocapsa, i due menu della strategia di lotta

Massima attenzione e precisione contro il fitofago numero uno per pero e melo


trappola

La carpocapsa (Cydia pomonella) è sempre d’attualità. È un fitofago dannoso già a bassi livelli di presenza, per cui la difesa è generalizzata in tutte le aree pericole e melicole. In difesa integrata la soglia di intervento è limitata a 2 sole catture per trappola in una o due settimane, oppure la presenza dell’1% di fori iniziali di penetrazione verificata su almeno 100 frutti a ettaro.

Gli obiettivi

E’ evidente che la difesa deve essere impostata con la massima attenzione e precisione perché ogni più piccolo errore può produrre situazioni di difficile soluzione. Gli obiettivi per pereti e meleti che si trovano in condizioni di “normalità” sono duplici:

  1. proteggere adeguatamente la produzione dell’anno;
  2. impedire che la popolazione esistente raggiunga livelli pericolosi.

Se invece proveniamo da un’annata difficile e chiusa con percentuali di danno significative bisogna lavorare sodo per ricondurre il fitofago nei suoi giusti confini; tutte le armi disponibili devono essere prese in considerazione ed applicate nel miglior modo possibile.

Anche le aziende con bassa presenza si devono, quindi, impegnare per evitare che il problema si amplifichi.

Monitoraggio

Gli strumenti per studiare la presenza della carpocapsa e lo svolgimento delle sue generazioni sono sostanzialmente tre:

  1. le trappole a feromoni per raccogliere informazioni su inizio e fine dei periodi di volo dei maschi, intensità del volo ed eventuali picchi espressi come numero di adulti catturati, presenze superiori alla soglia economica di intervento, durata del volo espressa come numero di settimane in cui si verificano delle catture nelle trappole (si segnala che dal 2015, nel Disciplinare di produzione integrata dell’Emilia-Romagna è diventato vincolante il numero minimo di trappole per superficie controllata).
  2. il modello previsionale per valutare la dinamica di ovideposizione e delle nascite larvali nel corso della stagione;
  3. i campionamenti visivi per valutare l’entità dell’ovideposizione o la presenza di fori iniziali di penetrazione su frutti, sfruttando il fatto che le uova sono relativamente grandi, quindi facilmente individuabili, si trovano maggiormente nelle posizioni più ombreggiate della chioma e sono localizzate in determinati punti della pianta in funzione del tipo di generazione (foglie basali del corimbo per la prima generazione, frutticini meno esposti per le generazioni successive).

I danni

La maggiore dannosità deriva dall’attività carpofaga delle sue larve, che penetrano nel frutto, lo erodono internamente fino ai semi e ne fuoriescono raggiunta la maturità. I frutti colpiti vanno incontro a diversi destini:

  1. in prima generazione si determina il cosiddetto bacato secco o una cascola precoce;
  2. dalla seconda generazione fino al pre-raccolta si registra una precoce maturazione seguita da marciumi o bacato secco.

Risulta di fondamentale importanza l’uso delle trappole a feromoni sessuali per quantificare efficacemente la diffusione del fitofago nell’azienda e programmare correttamente i trattamenti. Le prime catture (seconda-terza decade di aprile per l’Emilia-Romagna), che possono essere anche molto abbondanti, vanno considerate alla luce di una precisa caratteristica biologica della carpocapsa: la proterandria, ovvero l’inizio anticipato del volo dei maschi rispetto alle femmine. In tal modo le trappole inizialmente catturano molti più individui perché non esiste la competizione del feromone naturale emesso dalle femmine.

Il volo si può aprire con un numero di catture subito superiore al livello della soglia di intervento oppure si possono registrare catture basse e continue, rispetto alle quali occorre utilizzare una soglia cumulativa che tenga conto della somma delle catture di due settimane.

Incrociando i dati raccolti con i vari sistemi di monitoraggio è possibile impostare una strategia di difesa adeguata alle condizioni specifiche di ogni singolo frutteto. E’ altresì importantissimo considerare la storia dell’azienda e dei problemi emersi nelle annate precedenti.

Le contromisure

A disposizione di tecnici e aziende vi sono diversi strumenti per impostare razionali piani di intervento:

  1. insetticidi ad azione ovicida da utilizzare al superamento della soglia di intervento o all’inizio del volo (sconsigliato l’uso degli IGR nelle aziende che hanno subito forti danni negli ultimi anni);
  2. insetticidi “multistadio” dotati di azione ovicida e ovi-larvicida (clorantraniliprole);
  3. insetticidi ad azione larvicida da applicare dopo alcuni giorni dal superamento della soglia (in funzione delle caratteristiche d’azione della Sostanza Attiva – S.A.) e coincidente con l’inizio delle nascite larvali;
  4. impiego dei metodi della confusione e della distrazione sessuale con dispenser da applicare prima dell’inizio del volo della carpocapsa. L’applicazione di tali metodi presuppone il rispetto di alcune norme generali legate alle caratteristiche dell’appezzamento (forma, dimensione) ed alle tipologie di installazione (timing corretto e distribuzione in campo adeguata degli erogatori)
  5. possibilità di impiegare il metodo della confusione liquida (spray) in trattamenti durante tutta la stagione o solo in periodi limitati per rafforzare in corso d’opera la strategia di difesa.

I Disciplinari di Produzione Integrata consentono di utilizzare proficuamente ognuno di questi mezzi, lasciando così ai tecnici il compito di adeguare ad ogni specifica condizione la sua strategia. Inoltre l’integrazione dei rilievi di campo e delle indicazioni del modello previsionale consente di formulare una più adeguata linea di intervento.

Le strategie

Nell’ottica di un’agricoltura sostenibile, in tutte le aziende con le caratteristiche idonee, si consiglia di installare la confusione o la distrazione sessuale all’inizio del volo di carpocapsa. L’applicazione di tali metodi necessitano comunque di frequenti e accurati controlli di campo (monitoraggio catture trappole, presenza di frutti colpiti) per valutare l’evoluzione del fitofago e stabilire l’eventuale necessità di interventi di supporto. In questi casi le soglie non sono vincolanti.

In alternativa, dove è stata superata la soglia, è possibile aprire la stagione (contro la prima generazione) direttamente con un prodotto ad azione ovicida o ovo-larvicida (clorantraniliprole: massimo 2 interventi all’anno) eventualmente ripetendo l’intervento a distanza di circa 14 giorni, oppure, applicando solo prodotti larvicidi (consigliato utilizzo virus granulosi), 8-10 giorni dopo il superamento della soglia, e proseguire poi di conseguenza in base all’attività e alla persistenza d’azione di questi primi trattamenti. Ovviamente è importante valutare e monitorare continuamente l’andamento della presenza di carpocapsa nel frutteto in base anche alle catture delle trappole e alle informazioni fornite dal modello previsionale.

Generazioni successive

Per quanto riguarda le generazioni successive si organizzerà la difesa in funzione di tre fattori:

  1. esito della strategia applicata sulla prima generazione;
  2. livelli di presenza di adulti e andamento del volo;
  3. parallela necessità di controllare la cidia del pesco e/o altri fitofagi (cocciniglia, ricamatori).

E’ ovvio che se si è usciti dalla prima generazione “puliti” e senza elevati livelli di infestazione, potremo affrontare la seconda parte della stagione con maggiore tranquillità pur senza allentare la presa e monitorando il fitofago regolarmente, con le trappole a feromoni e con osservazioni sui frutti.

Il secondo volo si registra in piena estate (indicativamente a partire dalla fine di giugno) e si sovrappone, generalmente con la presenza di altri importanti fitofagi: ricamatori e cocciniglia. Per tale motivo la scelta della strategia da attuare si può complicare, dovendo spesso cercare prodotti ad azione plurima per controllare diversi fitofagi contemporaneamente.

Anche in questa fase, al superamento della soglia, è possibile utilizzare un prodotto ad attività ovi-larvicida (clorantraniliprole se non già utilizzato in prima gen.) ripetendolo a distanza di circa 14 giorni, eventualmente seguito da larvicidi (Virus della granulosi, emamectina, fosmet, spinosad) in funzione del volo della seconda generazione di carpocapsa; oppure si può optare per passare subito a prodotti larvicidi, lasciando trascorrere 6-7 giorni dal superamento della soglia. In presenza di altri fitofagi (ricamatori e cocciniglia) è possibile ricorre a prodotti a base di clorpirifos etile in grado di colpire contemporaneamente tutti i bersagli presenti. Anche per questa seconda generazione bisognerà prevedere una sequenza di trattamenti in funzione della durata del volo alternando i prodotti secondo una tempistica che è in funzione delle caratteristiche dei formulati utilizzati e sempre con un occhio di riguardo alla loro selettività nei confronti degli insetti e acari utili.

Per quanto riguarda la terza generazione che si sviluppa da agosto, sovrapponendosi talvolta al secondo volo, la scelta dei prodotti larvicidi, da impiegare 4-5 giorni dopo il superamento della soglia, è vincolata anche al rispetto dei tempi di carenza per trattamenti che sono sempre più vicini alla data presunta di raccolta e in grado di colpire contemporaneamente altri fitofagi eventualmente presenti (Cydia molesta) come ad esempio emamectina, spinosad ed etofenprox solo in pre-raccolta melo, oppure utilizzando formulati a base di Virus della granulosi.

I sostegni alle decisioni

Per il corretto posizionamento dei trattamenti si può fare riferimento inoltre, alle indicazioni fornite dai bollettini provinciali di produzione integrata, definiti sulla base del modello previsionale MRV-carpocapsa messo a punto in Emilia-Romagna. Tale modello valido su melo e pero e utilizzabile per le prime due generazioni del fitofago, utilizza la temperatura media oraria come unico dato in ingresso, in quanto risulta il fattore che influenza maggiormente lo sviluppo della carpocapsa. Viene quindi calcolata la percentuale di individui presenti allo stadio di uova, larve, crisalidi e adulti sul totale della generazione. Ovviamente anche il corretto utilizzo del modello previsionale è subordinato allo svolgimento di puntuali e accurati controlli di campo.

Inoltre è disponibile on line, il sistema di avvertimento FitoSPA, basato sull’impiego dei modelli previsionali (compreso MRV-Carpocapsa) messi a punto e validati nel territorio della regione Emilia-Romagna. Il servizio, ad accesso libero, fornisce un importante contributo a tecnici e agricoltori per la difesa delle produzioni integrate e biologiche.

Un esempio pratico

Nel 2014 la corretta ed attenta strategia di difesa adottata nei confronti della carpocapsa su pero e melo ha fornito, in generale, buoni risultati.

Per citare un esempio pratico, in un pereto (cv. Abate F.) della bassa bolognese che aveva avuto problemi negli anni precedenti e, dove non è possibile adottare la tecnica della confusione sessuale, la strategia di difesa chimica nei confronti di carpocapsa è stata impostata, sulla base delle catture e delle indicazioni del modello previsionale, nel seguente modo: 4 trattamenti a base di virus della granulosi nei confronti delle nascite delle larve di prima generazione (il 5, 15, 24, 31 di maggio), seguiti da 2 clorantraniliprole il 21 giugno (ovideposizione di seconda generazione) e ripetuto il 5 luglio, infine con 2 trattamenti, contro le larve di terza generazione di carpocapsa con emamectina (efficace anche per Cydia molesta), rispettivamente il 9 agosto e l’ultimo il 18 agosto (a 10 giorni dalla raccolta Abate). Tale strategia ha permesso di controllare efficacemente la carpocapsa.

Va ancora una volta ribadito che i prodotti disponibili vanno impiegati correttamente e in una più ampia rotazione possibile per ridurre i rischi legati ad una perdita di efficacia in conseguenza di un impiego ripetuto e ravvicinato dello stesso principio attivo nell’arco della stessa stagione: l’aspetto fondamentale della strategia antiresistenza è l’alternanza dei prodotti a diverso meccanismo d’azione.

Foto Luca Marzocchi

Visualizza l’articolo di Terra e Vita n. 14/2015 completo di immagini e box informativi

 

 


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