STIME –

Previsti nel mondo oltre i 1.900 milioni di t e 1.875 milioni di consumi. Scorte “ristabilite”

Campagna cereali, la produzione tornerà a superare i consumi

Grano

Cogliere l’andamento del mercato cerealicolo e individuarne tendenze e prospettive è sempre più complesso: negli ultimi anni sono aumentati i “fondamentali” da monitorare e si sono evidenziate crescenti correlazioni con i settori finanziari e la politica agro-energetica.


Nulla togliendo alla rilevanza dello studio degli intrecci finanziari, come l’ingombrante influenza nei mercati a termine dei fondi d’investimento e di sempre più aggressivi speculatori “fai da te”, concentreremo la nostra attenzione sugli aspetti più strettamente correlati all’agricoltura, come semine, andamenti colturali e possibili intrecci con le ormai strutturali scelte bio-energetiche Usa oltre all’imprevedibilità delle politiche commerciali dei paesi del Mar Nero.


Il mercato del grano da luglio 2013 si delineerà via via che passeremo dalle odierne stime di rese alle reali produzioni e alla conferma (o meno) del livello di “consumo globale”. Poiché questi ultimi aspetti, succo di ogni razionale stima, si intersecheranno con il panorama granario internazionale e del mais, ma anche con le strategie commerciali sempre più legati al contesto delle ex Repubbliche Sovietiche, iniziamo dal contesto granario generale per poi ipotizzare l’influsso commerciale del Mar Nero e, da ultimo, cerchiamo di leggere la sfera di cristallo del grano comunitario e, di conseguenza, italiano.


Dopo un 2012/13 abbastanza nuvoloso e incerto, il panorama cerealicolo mondiale tornerebbe al sereno con un sensibile aumento della produzione granaria mondiale oltre i 1.900 milioni di tonnellate e consumi sui 1.875 milioni di tonnellate, con un’eccedenza di fine campagna a ristabilire nel mondo un livello di scorte finali di oltre 360 milioni di tonnellate, in linea con quanto già visto nelle campagne 2010 e 2011 (tab. 1).


Rispetto al recente passato le peculiarità a favore di un inizio e proseguo di campagna 2013/14 all’insegna della serenità sono essenzialmente basate su due concetti: dopo oltre tre anni la produzione eccede di molto i consumi e, soprattutto, questo concetto si identifica pienamente con il supply-demand del mais, croce per gli operatori e delizia per gli speculatori delle ultime campagne agrarie.



L’etanolo
diventa gestibile


Focalizzandoci solo un istante sul mais, consci che quanto succede in Usa (ove si produce ogm) lo viviamo di riflesso per le produzioni brasiliane ed ucraine (entrambe certificate ogm “free”), si deve sottolineare che non solo la produzione 2013 eccederà i consumi, ma che la produzioni americana dovrebbe consolidare un netto incremento a fronte di utilizzi bio-energetici da più parti considerati ormai ai massimi. In altre parole l’incognita bio-etanolo, fino a ieri identificata come la principale causa della volatilità sui mercati, verrebbe ad essere una variabile nota e come tale gestibile in un’ipotetica contabilità ordinaria dei consumi cerealicoli.



Russia e ucraina
stimate in aumento


L’affievolirsi dell’incognita sul buco nero dell’utilizzo maidicolo negli Usa, introduce la seconda riflessione sulle politiche commerciali dei principali produttori e, talvolta, speculatori a noi più vicini: Russia e Ucraina.


La Russia è attesa produrre oltre 90 mio/t di cereali di cui circa 54 mio/t di grano (+6 mio/t sul 2012), per un’export che dovrebbe gradualmente tornare a premere come nella campagna 2011/12. A sostegno della teoria che tutto vada bene, fatto salvo il fatto che avere informazioni certe dal Mar Nero è quasi impossibile, vi sarebbe anche il costante abbattimento delle scorte governative di grano, per oltre 3,3 mio/t nella campagna in corso, e l’evidenza di basse scorte nei magazzini degli stoccatori e degli utilizzatori finali: chiaramente in attesa di prezzi inferiori a breve.


Similarmente possiamo dire per l’Ucraina ove il raccolto 2013 è stimato sui 52 mio/t (+25% sul 2012). Il raccolto di grano toccherebbe i 21 mio/t (+50% sul 2012) e le esportazioni gli 8,6 mio/t (+35% sul 2012); il mais si confermerebbe sui 22 mio/t (+15% sul 2012), e un’esportazione prossima ai 15 mio/t con similare incremento sull’annata precedente.


L’insieme dei dati appena riportati con la positiva evoluzione dello scenario cerealicolo mondiale, lascia poco all’immaginazione: la campagna 2013/14 si prospetta con una maggiore disponibilità di prodotto e, quasi certamente, con un ritorno all’aggressività commerciale dei principali esportatori.



Mediterraneo
terreno di battaglia


Molto presto il bacino del Mediterraneo, principale destinazione dell’offerta dei paesi del Mar Nero e in parte anche delle Americhe, sarà terreno di battaglia e la comunità europea dovrà lottare per garantire adeguato sbocco alla produzione granaria 2013 dei propri agricoltori e figurativamente non rimanere con il cerino acceso tra le dita il prossimo luglio 2014 (tabb. 3 e 4).


Andamento colturale


Ma com’è l’andamento colturale in Europa e quali le ultime stime per il grano? E che prospettive per l’Italia dalle prossime settimane?


Dopo il ritardato arrivo della primavera, soprattutto nell’Europa del Nord, le miti temperature di maggio hanno permesso una buona ripresa vegetativa e semine “ottimali” per il mais (Italia a parte). Nonostante alcune perplessità ancora vive sull’esito del raccolto in Uk e sulla radicazione del grano, ancora troppo superficiale nelle aree più colpite dall’elevata piovosità di aprile, la produzione EU-28 di grano è stimabile sui 139 milioni di tonnellate, di cui quasi 131 milioni di tenero (+6 mio/t sul 2012/13) e 8 milioni di duro (qualcosina in meno del 2012/13). In regime di consumi leggermente in ripresa (+1,5%) stabili e con l’auspicabile assenza di reciproche influenze destabilizzanti con il mais, lo scenario commerciale che ci si aspetta è di relativa calma. Le sole turbative a un andamento normale dei mercati comunitari restano il livello dei prezzi del grano e l’andamento colturale del mais e dei foraggeri. Se le quotazioni del grano perdessero troppo terreno o il raccolto di mais europeo (e ucraino) non mantenesse le odierne prospettive, il rischio è di vedere un’escalation del consumo di grano tenero nelle diete zootecniche, con evidente maggiore tensione e volatilità dei prezzi.


Duro invariato


Per il duro il futuro all’interno della comunità è nel suo complesso pressoché invariato rispetto la 2012/13, con lievi cali di produzione in Italia e Francia compensati dal ritorno alla normalità in Spagna e una produzione greca nelle attese. L’Eu-28 da anni è strutturalmente deficitaria, e tale sarà anche nella prossima campagna, di un 1,7-2,0 milioni di tonnellate di grano duro; deficit che è quasi tutto dovuto alla bilancia commerciale italiana.

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