Il caldo anticipa la campagna

Timori per la produzione estiva fra i coltivatori romagnoli


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La campagna della frutta estiva è in anticipo di una decina di giorni ma, da qui alla raccolta, è probabile un allineamento con un’annata normale. E c’è qualche timore per una sovrapposizione con le produzioni spagnole. Lo confermano un paio di frutticoltori della Romagna, zona caratterizzata da gennaio e febbraio con alte temperature e bel tempo e un mese di marzo all’insegna della pioggia e del freddo proprio in fioritura. Poi, in aprile, è tornato il sereno e le piante hanno accelerato lo stadio fenologico.

Daniele Lega, frutticoltore di Faenza (Ra), non è preoccupato tanto per l’anticipo di qualche giorno, piuttosto di come saranno i prezzi: «Ho 12 ettari di drupacee e 2,5 ettari di mele a club. E le plv si equivalgono. Con le pesche ogni anno è un supplizio. Sono 10 anni che non riesco a mettere da parte quell’8% di plv all’anno necessario per sostituire i vecchi impianti». Lega conferma che in campo attualmente vi è un certo anticipo, calcolabile nell’ordine dei 7-10 giorni, ma questo non preoccupa. «Negli anni ho assistito ad anticipi ben più marcati che, nel corso delle settimane, si sono allineati con le annate normali. Credo che anche quest’anno sarà così e che alla raccolta non ci saranno differenze. L’allegagione è stata buona, almeno nella mia azienda. Su pesco occorrerà intervenire bene con il diradamento».

 

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