Il Caa non risponde in caso di contratti falsi

Dal momento che non è tenuto ad effettuare una verifica dell’autenticità dei documenti presentati dall’agricoltore. Prosciolti per non aver commesso il fatto due direttori accusati di truffa


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I Centri di assistenza agricola, ai quali si rivolgono gli agricoltori per fornire la documentazione necessaria a costituire e aggiornare il loro fascicolo aziendale, non sono tenuti ad effettuare una verifica dell’autenticità dei documenti presentati. La sentenza affronta un argomento ampiamente dibattuto nell’ampia casistica che da tempo coinvolge gli agricoltori che cercano di ottenere gli aiuti della Pac presentando falsi titoli di disponibilità dei terreni come contratti di affitto e di comodato. In alcuni casi sono stati chiamati in causa anche i notai che avevano avallato i relativi contratti presentati loro dagli allevatori e soprattutto i Caa in quanto detentori dei fascicoli aziendali e delle domande di aiuto presentate all’Agea per il loro tramite.

In particolare, nel caso in esame, il Gip del Tribunale di Patti, in Sicilia, ha prosciolto completamente per non aver commesso il fatto due responsabili del Caa accusati dal Pm di truffa unitamente agli agricoltori per indebito percepimento di aiuti Pac.

La vicenda trae origine da un’indagine, condotta a livello nazionale, dalla Guardia di Finanza, finalizzata a stroncare il fenomeno delle truffe per il conseguimento di erogazioni e contributi non dovuti da parte dell’Agea per la conduzione di terreni agricoli. In particolare, le Fiamme Gialle avevano posto l’attenzione su un allevatore per elementi sospetti a suo carico in relazione ai contributi da questi richiesti e percepiti durante le campagne agricole susseguitesi dal 2009 al 2013. A seguito delle indagini svolte, sarebbe infatti risultato che l’allevatore…..

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