Il boom dello zenzero

Il giro d’affari è ancora contenuto (8 milioni di euro) ma in forte ascesa. Avviati alcuni tentativi di coltivazione in Puglia


zenzero

All’improvviso sembra che non se possa fare più a meno. Se fino a qualche anno fa la maggioranza delle persone ne aveva sentito parlare solo in relazione a bevande o cocktail, oggi lo zenzero è diventato un ingrediente prezzemolo anche nella nostra cucina, scalando le classifiche tra le parole più cercate in rete dagli italiani e soprattutto tra i prodotti alimentari con il maggiore tasso di crescita nei consumi. Secondo statistiche fornite nell’ultimo Rapporto Coop, tra il 2010 e il 2016 le vendite di zenzero in Italia sono schizzate del 670%, quasi il doppio della quinoa (+380%) e oltre il triplo di curcuma e grano saraceno.

Percentuali impressionanti, che vanno però valutate tenendo conto di una base di partenza ancora piuttosto contenuta. Attualmente infatti il giro di affari dello zenzero si aggira intorno agli 8 milioni di euro nella sola Gdo. Dati del Rapporto evidenziano infatti come nel primo semestre dell’anno il prodotto abbia toccato i 4,1 milioni di euro, il triplo rispetto allo stesso periodo del 2015. Numeri attualmente inferiori rispetto alla quinoa (6,1 milioni) o ai prodotti che contengono le altrettanto etniche bacche di goji (5,1 milioni).

È interessante il confronto con quinoa e goji, perché l’esplosione di interesse verso questi prodotti rientra nel medesimo trend: la ricerca, a volte ossessiva, della salute a tavola. Accanto al gluten free, all’integrale, ai cibi a base di soia e a quelli ad alta digeribilità, conquistano sempre più spazio prodotti di recente introduzione che promettono di avere effetti particolarmente benefici sul nostro corpo.

In effetti nella lingua giapponese lo zenzero è chiamato la “Meraviglia dell’Universo” ed è riconosciuto da secoli per i suoi valori terapeutici nella medicina tradizionale orientale, dalla cinese alla tibetana. Per gli indiani la pianta è un rimedio universale. Viene utilizzato per migliorare i processi digestivi, combattere l’acidità gastrica e la nausea, proteggere l’intestino. Il gingerolo avrebbe inoltre effetti analgesici e antinfiammatori, proprietà antiossidanti e, secondo recenti studi, è tra gli alimenti consigliati nella prevenzione di alcuni tumori.

Insomma, gli ingredienti ci sono tutti affinché la moda zenzero possa rafforzarsi nei prossimi anni e magari rappresentare, come le “cugine” quinoa e bacche di goji, un possibile investimento per i nostri agricoltori.

 

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