In corso un negoziato per inserire i paletti ed evitare che il provvedimento decada il 29 marzo –

Tappe forzate sul regolamento dei novel food con il quale la Ue vuole vietare l’uso alimentare delle carni. Il relatore Pittella: lo stop temporaneo risponde

BIOTECH: Scontro a Bruxelles sui capi clonati

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Il dibattito sulla possibilità di utilizzare per finalità alimentari gli animali clonati e la loro progenie è sempre più attuale. Al punto che, se il Parlamento europeo e il Consiglio non troveranno un accordo su questo tema entro il 29 marzo, l’intera proposta di regolamento in materia di «novel foods» andrà a decadere, con grave pregiudizio per la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti nel settore alimentare. Proviamo a fare un passo indietro.
A ottobre scorso la Commissione europea aveva adottato una comunicazione nella quale si proponeva di sospendere in Europa la clonazione animale e la commercializzazione di cibi provenienti da animali clonati e dalla loro progenie, per un periodo di cinque anni. Il commissario europeo delegato alla salute e protezione dei consumatori, il maltese John Dalli, aveva sottolineato che «la decisione della Commissione risponde agli inviti del Parlamento europeo e degli Stati membri ad avviare una politica specifica della Ue su questo punto, e la sospensione temporanea può rappresentare una soluzione realistica e attuabile che risponde alle preoccupazioni su salute e benessere ».
I Governi degli Stati membri riuniti al Consiglio hanno tuttavia adottato una posizione comune, sulla proposta di regolamento relativa ai «novel foods», nella quale di fatto si evita di affrontare il tema della clonazione. Ciò in quanto alcuni Governi sono favorevoli all’utilizzo di queste tecniche riproduttive all’avanguardia non soltanto come già accade per la ricerca farmaceutica e la realizzazione di principi attivi a utilizzo medicinale, ma anche per finalità alimentari.
Il Parlamento europeo è perciò preoccupato che, in assenza di previsioni specifiche, il regolamento in questione possa diventare il cancello d’ingresso per gli alimenti da animali clonati e loro progenie nella nostra catena alimentare.
Gli eurodeputati si sono infatti già espressi, con un voto a larghissima maggioranza, nella direzione di escludere che questo tipo di alimenti possa venire prodotto e commercializzato in Unione europea.
È ora in corso un difficile negoziato tra il Consiglio, il Parlamento e la Commissione, nell’ambito della procedura di «conciliazione legislativa» volta a definire un accordo sul testo del nuovo regolamento in materia di «novel foods». Qualora non si raggiunga tale accordo entro il 29 marzo, la proposta di regolamento decadrà e si dovrà ripartire da capo: vale a dire, la Commissione europea dovrà elaborare un nuovo progetto di regolamento e ritrasmetterlo al Parlamento e al Consiglio per il suo esame politico, che potrebbe protrarsi per un altro paio d’anni. Ma ciò significherebbe lasciare l’Europa priva di regole chiare sulla clonazione animale, i suoi limiti e i possibili utilizzi, in un periodo storico in cui tra l’altro diversi paesi del mondo sono già passati dalla fase della ricerca a quella dello sfruttamento economico di queste tecniche.
La responsabilità del negoziato in corso sul regolamento «novel foods» è affidata al vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella. «Non vogliamo latte e carni degli animali clonati sulle nostre tavole – spiega Pittella – quello della clonazione a fini alimentari costituisce il principale nodo politico da sciogliere e l’Europarlamento vuole chiarezza. Per questo continueremo a chiedere un quadro legislativo vincolante in grado di coprire tutti i principali aspetti relativi alla clonazione. Fino a quando questo quadro di norme non sarà in vigore riteniamo necessario prevedere una moratoria nei confronti di tutti i cibi derivanti da animali clonati e dalla loro discendenza».
La materia della clonazione merita infatti di venire trattata in un’apposita legislazione, da applicarsi invariabilmente nell’intero mercato unico. Una legislazione che dovrà pure tenere conto dei pareri espressi dalle autorità scientifiche, le quali hanno già dichiarato che i cibi realizzati a partire da animali clonati e loro discendenti non presentano rischi diversi da quelli derivanti da animali allevati con tecniche tradizionali.
Ma si dovrà anche tenere conto «dell’elemento etico legato alla clonazione », a suo tempo citato dal Commissario John Dalli. Secondo una recentissima indagine di «Eurobarometer », del resto, la stragrande maggioranza dei cittadini europei respinge l’idea che carni, latte e formaggi e provenienti da capi «biotech» possano arrivare sulle loro tavole, e in ogni caso ritiene indispensabile che tali alimenti riportino apposite informazioni in etichetta (come già accade per i prodotti che contengono o siano derivati da Ogm). 


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