Biomasse, con il greening nuove opportunità

Alberi fuori foresta e nuova Pac. Pro e contro valutati nell’ambito di un progetto europeo


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Il greening o pagamenti agro-ambientali prevedono il mantenimento di Aree di interesse ecologico (AIE) sul 5% di superficie aziendale, per le sole aziende a seminativo con superficie superiore ai 15 ha. L’obiettivo è di promuovere le funzioni ecologiche dell’agricoltura per la tutela della biodiversità, il sequestro di carbonio, la diminuzione dell’intensità di applicazione di prodotti chimici di sintesi, fertilizzanti e pesticidi.

La tipologia delle AIE è molto variegata, comprendendo terreni a riposo, imboschiti, con colture intercalari, con colture azotofissatrici, terrazzamenti, corpi idrici, bordi dei campi e delle foreste. Un ruolo importante nell’ambito del AIE è svolto dagli alberi fuori foresta, quali le siepi arborate, gli alberi isolati e a gruppi. Rientrano anche le fasce tampone arborate lungo i corpi idrici, e infine le piantagioni da biomassa o cedui a corta rotazioni, con turni di taglio inferiori agli 8 anni e permanenza durevole delle ceppaie nel suolo. Le suddette tipologie arboree costituiscono una nuova opportunità per le produzioni di biomassa legnosa, sia come legno da lavoro-opera, dalle piante di maggiori dimensioni, sia per la produzione di biomassa legnosa, che a tutt’oggi è la prima energia alternativa in Europa. Per i cedui a corta rotazione è d’obbligo una bassa intensità di coltivazione, con divieto d’uso di pesticidi e fertilizzanti di sintesi.

Si pone quindi il problema delle corretta scelta della specie arborea da impiegare. In grado di adattarsi alle condizioni pedo-climatiche locali, e di produrre quantità di biomassa significative con basse intensità colturali. Lo scopo del presente lavoro è di evidenziare le principali caratteristiche di tre specie arboree a rapido accrescimento su di cui si è lavorato negli ultimi decenni: pioppi ibridi, robinia e ontano napoletano.

 

Leggi l’articolo completo di tabelle e grafici su “Bioenergie e Agricoltura” – Terra e Vita 39/2015 L’Edicola di Terra e Vita


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