Biologico, nella gdo ancora +20%

I dati Nielsen indicano che il settore continua a essere in forte crescita


biologico

Mentre a Bruxelles e Strasburgo si discute sulla nuova normativa, il mercato del biologico continua a crescere. Lo testimoniano i dati Nielsen presentati nel corso del salone Marca di Bologna, AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione. Nel solo canale della Gdo, l’incremento delle vendite nell’anno di dodici mesi chiuso il 22 novembre 2015 è stato del 20%, con vendite per 863,8 milioni (erano 129 nel 2000 e 375 nel 2007). Al primo posto in valore le uova (vendite per oltre 61 milioni), al secondo le composte di frutta (+8,2%), l’alternativa a confetture e marmellate. Al terzo posto le gallette di riso (+21,4%). Oltre 37 milioni per i brick di bevande alla soia.

«Nella Gdo l’incremento medio in valore per le prime 15 categorie è del 18,6%, con un mimino del +4,3% per il latte fresco e un massimo del +47,7% per l’olio extra vergine d’oliva», ha sottolineato il presidente Roberto Zanoni.

«Dati molto positivi, certo, ma c’è ancora molto da fare. Il bio non deve rappresentare solo la nuova frontiera delle vendite: è un sistema anche di valori, rappresenta un’agricoltura in grado di preservare l’ambiente, la biodiversità, capace di rispondere alle sfide globali, e così dovrebbe essere considerato anche dalla Gdo. L’obiettivo è far comprendere agli operatori e ai consumatori il vero valore del biologico, al di là del tema volumi e prezzi».

«Il mercato è in crescita, e va tutelato. Riteniamo che tutti gli attori sia dello specializzato che della grande distribuzione debbano confrontarsi, condividendo informazioni sulle criticità e utilizzando al meglio gli strumenti di cui noi ci siamo giù dotati, come i gruppi di lavoro tecnici sulle diverse produzioni, le piattaforme per la tracciabilità dei cereali e dell’olio sviluppate da FederBio per blindare qualità e integrità delle produzioni, linee guida e iniziative” conclude Zanoni.

 

Vola anche l’export

Presentati nel corso del convegno anche i dati dell’indagine commissionata a Nomisma da Ice sull’export di prodotti biologici. L’export in valore nel 2014 è stato di 1,4 miliardi di € (+13% rispetto al 2013), con un’incidenza del 4,2% sul totale dell’export agroalimentare italiano e il 24% delle aziende attive nell’export. I prodotti più esportati in valore? Il 20% del fatturato deriva dall’ortofrutta, il 16% dalle bevande vegetali, il 12% dalla pasta, il 7% da carne e salumi, il 5% sia da vino che da cereali che oli di semi.

Il mercato è prevalentemente Ue (82% in valore, di cui 24% verso la Germania e 20% verso la Francia) con un’attesa positiva degli operatori: per i prossimi tre anni il 77% conta su un ulteriore sviluppo, il 23% si attende una situazione sostanzialmente invariata, nessuno teme una riduzione del mercato.

La propensione al mercato globale del settore biologico italiano è confermata scorrendo il catalogo on line del salone Biofach (Norimberga, 10-13 febbraio), la maggior manifestazione fieristica biologica mondiale: il nostro Paese si conferma il primo estero per numero di espositori.

La manifestazione (2.400 espositori, attesi 45mila visitatori) vedrà, tra l’altro, aree dedicate a “Pianeta olio d’oliva”, “Pianeta vegan” e “Pianeta vino”, con un evidente intento di estendere l’offerta ai comparti dell’alimentazione fuori casa e alla ristorazione collettiva, con un front cooking con chef biologici, una Vinothek e la conferma del concorso internazionale del vino biologico “Mundus Vini Biofach”.

 

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 03/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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