Bio, certificazione elettronica per i prodotti Ue

Parte il 19 aprile il nuovo sistema di controllo per il biologico in arrivo dall’Unione europea. Intanto a livello nazionale continua il dibattito sul Testo Unico di settore


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Entra in funziona il 19 aprile il nuovo sistema di certificazione elettronica dei prodotti biologici importati nell’Unione europea. L’obiettivo è migliorare la tracciabilità degli alimenti, rafforzando la sicurezza e limitando i rischi di frode.
L’onere amministrativo per gli operatori dovrebbe ridursi e le autorità potranno disporre di dati più completi sulle importazioni di prodotti biologici. Il nuovo sistema coesisterà con l’attuale certificazione cartacea per sei mesi. Dal 19 ottobre 2017, le importazioni di prodotti biologici saranno coperte solo dal certificato elettronico.

Intanto a livello nazionale continua il dibattito sul nuovo Testo unico per l’agricoltura biologica, il cui esame è iniziato alla Camera. Per Nicodemo Oliverio del Pd «questa proposta di legge vuole ribadire con forza che è indispensabile un dialogo interdisciplinare tra i numerosi soggetti coinvolti e che sono urgenti iniziative per dare informazioni sul cibo, che, oltre a essere cultura, è anche e soprattutto salute e benessere».
Tra le novità più importanti introdotte dal testo: il riordino degli strumenti di governance amministrativa, tramite un Tavolo tecnico per predisporre il Piano d’azione nazionale, finanziato dal Fondo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica; incremento della ricerca nel settore; incentivazione alla conversione delle aziende al biologico e campagne di educazione; istituzione di distretti biologici rispettosi dell’ambiente; disciplina per le organizzazioni di produttori e interprofessionali.

Di tutt’altro parere Loredana Lupo del M5S che parla di legge monca che non regolamenta certificazioni e controlli e non definisce un impianto sanzionatorio per chi non rispetta gli standard di qualità; due nodi cruciali per un settore fondato sull’eccellenza, come appunto il biologico, che il Governo avrebbe già dovuto affrontare con un proprio decreto che a oggi non è mai arrivato».


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