Barbabietola, la strategia contro cercospora e oidio

Oltre ai classici fungicidi, buoni risultati sono arrivati dall’utilizzo di biostimolanti


cercospora

Durante la scorsa campagna le alte temperature estive notturne, unite alle piogge cadute a maggio, cui è succeduto un periodo siccitoso, hanno determinato una manifestazione estremamente virulenta del patogeno quale non si raggiungeva dal 2010. In queste condizioni l’impiego alternato di sostanze attive a differente meccanismo di azione quali fungicidi “di copertura” in miscela con tiofanate-metile e altri sistemici, si è confermato il più idoneo per mantenere più a lungo la foglia sana. Anche per quest’anno si consiglia di impiegare nei primi interventi clorotalonil, cui addizionare un prodotto a base di zolfo e nel secondo il fungicida sistemico a base di tiofanate metile (tabelle 1 e 2). Tale sostanza è attualmente in attesa di estensione all’impiego e andrà utilizzata solo una volta; si precisa che è bene impiegare tale prodotto in assenza di stress idrico e che, come tutti i prodotti sistemici, un’eventuale pioggia ne favorisce l’assorbimento e quindi l’efficacia.

Le prove sperimentali effettuate negli ultimi anni hanno anche fornito interessanti indicazioni riguardo l’impiego di sostanze fertilizzanti e biostimolanti da integrare con i prodotti per la lotta alla cercospora (vedi esempio in figura 1).

Un eventuale intervento da effettuare con fosfiti, prodotti a base di zolfo o altri fertilizzanti o biostimolanti a fine maggio va valutato caso per caso in funzione della necessità di intervenire con un graminicida o un trattamento per contenere gli attacchi di mamestre (prodotti a base di Bacillus t.)

 

 

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