La troppa burocrazia frena le assicurazioni

La lettera di un agricoltore-frutticoltore di Faenza (Ra) e presidente G.T.A. (Gruppo Trasversale Agricoltori)


assicurazioni

Egr. Direttore,

scrivo a lei e al suo giornale per evidenziare ciò che sta accadendo sui finanziamenti europei legati alle assicurazioni agevolate.

Ad oggi ancora non sono arrivati i contributi relativi ai contratti di assicurazione del 2015 stipulati in deroga in assenza di Pai (Piano Assicurativo Individuale). Questo fa sì che si appesantiscono le gestioni finanziarie dei Condifesa (se non già in difficoltà).

L’Agea per erogare questi contributi si è “inventata” l’emissione automatica di questi Pai che ha poi girato ai Caa (Centri di Assistenza Agricola) presso i quali gli agricoltori hanno presentato le relative domande di contributo.

Chiaramente l’emissione posticipata di questi Pai, dopo un anno e mezzo che le polizze sono state stipulate, ha creato in molti casi degli scostamenti rispetto ai quantitativi assicurati, poichè nessuno era stato messo al corrente che si sarebbe potuto creare questa paradossale situazione.

Partendo dal fatto che il Pai è una invenzione tutta italiana e che la comunità europea non ci ha mai chiesto un meccanismo così “farraginoso” ed assurdo per certificare le rese aziendali, quale altro settore accetta che le regole del gioco vengano cambiate in corsa od addirittura dopo più di un anno che si è giocata la partita?

La tanto “sbandierata” applicazione della nuova Pac, riguardante i finanziamenti per le coperture contro le avversità atmosferiche che, a dire di qualcuno, dovrebbe consentire l’allargamento della platea assicurativa ed anche alle coperture dai rischi dovuti alle crisi di mercato ed all’instabilità dei prezzi, in realtà invece, per l’eccessiva burocratizzazione del nuovo sistema e di regole che da una parte ti impongono di assicurare l’intera produzione aziendale delle coltura, dall’altra un meccanismo assurdo e astruso che calcola “a tavolino” i quantitativi sui quali si eroga il contributo. Sta creando non pochi problemi e “mal di pancia” ad una vasta platea assicurativa di agricoltori italiani. Tanto che già a partire da quest’anno, molti hanno deciso di passare a polizze individuali sul libero mercato senza nessun tipo di contributo, ma soprattutto senza vincoli di nessun tipo (quintali assicurabili, garanzie, ecc.).

La classica situazione italiana che, dove mettono le mani i politici e/o i burocrati, fanno più danni delle calamità stesse!

E con la molto probabile possibilità, sempre per ricalcare un’altra caratteristica tutta italiana, che gli stanziamenti già previsti per il quinquennio 2015-20, rimangano alla fine di fatto, in buona parte inutilizzati.

E tutto questo avviene naturalmente, nel silenzio più assoluto delle organizzazioni di categoria e della rappresentanza nazionale dei Consorzi di Difesa asnacodi (Ass.Naz.Cons.di Difesa).

Come ho già fatto in passato, continuerò a chiedere al mio Condifesa di appartenenza, di sospendere il pagamento delle quote di adesione all’associazione nazionale, mentre la proposta che faccio ai miei colleghi agricoltori è questa : visto che la questione Pai e Contributi Assicurativi 2015 è tutta di carattere sindacale, facciamo una cosa, quando ci recheremo presso i Caa delle nostre organizzazioni professionali per prendere visione delle eventuali decurtazioni di contributo assicurativo, annunciamo che l’eventuale penalizzazione del contributo sarà decurtato dalle competenze dovute all’associazione stessa!

 

 

Fabiano Mazzotti – agricoltore-frutticoltore di Faenza (Ra) e presidente G.T.A. (Gruppo Trasversale Agricoltori)

 


Pubblica un commento