Eima a Bologna fino al 2030

Firmato l’accordo per la permanenza a Bologna della rassegna internazionale della meccanica agricola


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L’accordo tra BolognaFiere e FederUnacoma per la rassegna internazionale dell’Eima è stato ufficialmente firmato. Il presidente di BolognaFiere Franco Boni e il presidente della Federazione italiana dei costruttori organizzatrice della rassegna Massimo Goldoni – firmatari del nuovo contratto – ne hanno dato notizia a Bologna nel corso di una conferenza stampa.

L’accordo impegna le parti sino al 2030, per la realizzazione di otto edizioni biennali (a partire dal 2018), e consolida una collaborazione storica, iniziata con la prima edizione della rassegna tenutasi nel 1969 nella città capoluogo, una collaborazione che ha visto lo svolgimento sino a oggi di 36 edizioni annuali e di 6 edizioni biennali (a partire dal 2006).

L’accordo prevede la realizzazione da parte di BolognaFiere di un vasto piano di ristrutturazione e riqualificazione del Quartiere fieristico – condizione necessaria per dare ulteriori prospettive di crescita alla rassegna della meccanica agricola – con interventi distribuiti nell’arco dei prossimi otto anni e il completamento dei lavori fissato per l’edizione del 2024. Il contratto prevede altresì due “step” intermedi rispettivamente nel 2018 e nel 2022 per monitorare l’avanzamento del progetto in funzione delle esigenze dell’evento fieristico.

Al termine del processo di ristrutturazione del Quartiere la superficie espositiva netta sarà pari a 140 mila metri quadrati all’interno di padiglioni di nuova concezione e con i più elevati standard in termini di comfort e funzionalità.

L’investimento complessivo per il piano di revamping del Quartiere fieristico di Bologna si inserisce nel più ampio Piano di Sviluppo della Società, approvato dalla Assemblea dei Soci nel dicembre 2016.

«Questo fra BolognaFiere e Eima è un accordo di straordinaria importanza – ha affermato il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini – non solo perché garantisce a Bologna e all’Emilia-Romagna di continuare ad essere, sul panorama mondiale, una vetrina di straordinaria efficacia per quanto riguarda l’alta tecnologia legata alla meccanica agricola, ma anche perché rappresenta un esplicito riconoscimento alla centralità del sistema fieristico regionale».


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