Assicurazioni zootecnia, si poteva dare di più

Il contributo pubblico per la stipula di polizze si ferma al 36,24% invece che arrivare al massimo previsto dalle norme, pari al 65%


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In diversi casi sono stati gli stessi allevatori ad accorgersi che qualcosa non quadrava nei conti sull’agevolazione per la stipula delle assicurazioni in ambito zootecnico. Molti ricorderanno che nei mesi scorsi sono stati erogati i premi per gli aiuti accoppiati agli allevamenti da latte; gli ultimi con “l’articolo 68”; e dal 2016 partirà il nuovo sistema introdotto dalla riforma Pac.

In particolare, insieme all’accredito per la qualità del latte, gli allevatori hanno ricevuto le specifiche relative agli aiuti sulle polizze assicurative, scoprendo che al posto del massimo previsto dalle norme, pari al 65%, il contributo pubblico si fermava al 36,24%. Vediamo come.

A metà giugno scorso Agea è uscita con una circolare (Prot. n. Aciu.2015.294) con la quale informava gli organismi pagatori regionali sui calcoli relativi al sostegno specifico sotto forma di contributi per il pagamento di premi di assicurazione del raccolto, degli animali e delle piante (così come specificato dall’artico 68, paragrafo 1, lettera d, del Regolamento Ce 73/2009).

Dai calcoli usciva che l’importo complessivo della spesa ammessa a contributo ammontava a € 336.815.885,69, conseguentemente il fabbisogno di spesa calcolato considerando la percentuale massima di contributo erogabile del 65%, prevista dallo stesso regime di aiuto, era pari ad € 218.930.325,70.

Emergeva però che le risorse effettivamente disponili erano di molto inferiori. In particolare € 93.333.333,33 (di cui 70 milioni di risorse europee a titolo Feaga e 23.333.333,33 di cofinanziamento nazionale). Risorse che, dunque, “in assenza di fondi nazionali aggiuntivi, non consentono il pagamento integrale dell’aiuto fino alla misura massima del 65% della spesa ammessa a contributo”. E fatti i calcoli significava un aiuto pari al 27,71%, rispetto al 65% atteso.

Il riferimento fatto da Agea a “fondi nazionali aggiuntivi” era giustificato, infatti qualche settimana dopo il Mipaaf è intervenuto con una ulteriore dotazione di denaro che ha migliorato la situazione, anche se in modo insufficiente.

Si arriva così a una successiva circolare Agea (Prot. n. Aciu.2015.346) del 24 luglio 2015 nella quale l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura comunicava che il Ministero a inizio luglio aveva stabilito risorse aggiuntive sul capitolo delle agevolazioni assicurative. Per cui gli organismi pagatori erano autorizzati a erogare ai beneficiari dell’aiuto una ulteriore quota pari all’8,53% della spesa ammessa a contributo, nel limite della somma disponibile complessiva di € 28.750.000. Il contributo pubblico veniva così a raggiungere la percentuale di pagamento del 36,24% della spesa ammessa a contributo (27,71% + 8,53%).

Una cifra ancora lontana dal 65% ritenuto ammissibile dalle norme comunitarie. A questo punto, soprattutto per i casi di morte accidentale dei capi in stalla, gli allevatori saranno costretti a rifare i conti di convenienza tra la scelta di assicurarsi o rischiare di pagare per il ritiro dei capi man mano che i casi di morte si verificano.


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