Approvate le linee guida per una granella di qualità

Il controllo delle micotossine in un’ottica di stretta integrazione di filiera


granella

Sono state recentemente approvate da parte della Conferenza Stato Regioni  le Linee guida (Lg) proposte dal Ministero per le politiche agricole (Mipaaf) relative al controllo delle micotossine nei cereali vernini e nel mais.

Si tratta di uno strumento che si inserisce nelle iniziative del Mipaaf per indirizzare la produzione delle principali filiere verso una maggiore qualità, ovvero nel Sistema di qualità nazionale (Sqn), per rispondere alle crescenti richieste del mercato e per contribuire alla competitività complessiva della nostra agricoltura.

Come è risaputo le micotossine sono i contaminanti che più influenzano negativamente la commerciabilità dei lotti di cereali a livello nazionale e internazionale; da ciò la necessità di mettere a punto processi produttivi che ne riducano l’incidenza.

 

L’obiettivo

In questo contesto, le Lg si pongono come obiettivo quello di fornire uno strumento utile per prevenire l’accumulo di micotossine tale da determinare una penalizzazione per tutta la filiera, rispondendo quindi ai limiti definiti in sede comunitaria e quelle ancora più stringenti imposti nei capitolati di fornitura all’industria alimentare e mangimistica.  Le micotossine considerate sono quelle richiamate dai regolamenti e, pertanto, sono il deossinivalenolo (Don) e le tossine T2-HT2 per il frumento tenero e duro e aflatossine, deossinivalenolo, fumonisine e zearalenone per il mais. Nelle Lg non è stato inserita l’ocratossina A (Ota) in quanto è estremamente poco diffusa negli ambienti cerealicoli italiani.

Le Lg che si articolano separatamente per le tossine ricordate, sono organizzate in 4 parti distinte:

–   misure di controllo delle micotossine: elencano e descrivono tali misure, evidenziando la motivazione del rischio e le condizioni di criticità, l’efficacia e, infine, le strategie e le azioni utili;

–   percorsi produttivi ottimali per il contenimento delle micotossine: esaminano cronologicamente i percorsi produttivi durante il ciclo colturale, le strategie e le azioni di controllo, evidenziando le interazioni tra le diverse misure e la sequenza delle pratiche da porre in atto;

–   definizione del livello di rischio: riguarda la definizione del livello di rischio probabile a seguito di definite condizioni agronomiche;

–   guida all’uso dell’applicativo “Valutazione rischio micotox”: è la guida all’utilizzo di un applicativo per computer, tablet e smartphone appositamente messo a punto per prevedere il rischio di contaminazione da micotossine su mais e frumento.

 

Pratiche rilevanti e non

Rispetto ai disciplinari di produzione e ai protocolli di intesa fino ad ora presenti le Lg considerano in modo più completo e critico l’insieme delle pratiche colturali e di conservazione, elencando per ciascuna pratica le misure da adottare per ridurre la probabilità di incorrere in una forte contaminazione. In tale senso non vengono solo richiamate le pratiche più rilevanti, ma anche quelle di minore impatto sulla contaminazione, per sottolineare l’esigenza di impostare corretti processi produttivi di filiera basati su una sequenza razionale di interventi prevalentemente indiretti di controllo dei funghi tossigeni.

A titolo di esempio per il mais granella, nella tabella 1, sono riportate le diverse attività e le misure per il controllo di aflatossine, fumonisine, Don e zearalenone dalla semina al trasporto al centro di essiccazione e stoccaggio. Come è possibile evidenziare nella tabella, l’efficacia di ogni misura nel controllo delle micotossine di riferimento è assai variabile; per tale motivo sono stati individuati 4 livelli decrescenti il cui significato è riassunto in tabella 2.

Infine, si ricorda che i principali funghi tossigeni, responsabili della produzione delle differenti tossine, presentano una ecologia differente, conseguentemente l’efficacia di ogni misura è spesso assai diversa  se questa è applicata per ridurre la probabilità di contaminazione di aflatossine, fumonisine oppure Don e zearalenone. Ciò comporta che a seconda delle precedenti contaminazioni, sia necessario costruire percorsi colturali specifici per rispondere alle esigenze di controllo della micotossine più frequentemente critica. Pertanto, si sottolinea l’esigenza di impiegare queste Lg per mettere a punto Disciplinari di produzione adatti a definiti ambienti e alle più frequenti realtà operative coinvolte.

 

1 Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) –  Università di Torino

2Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – Unità di ricerca per la maiscoltura – Bergamo

3Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – Unità di ricerca

 

 Leggi l’articolo completo di tabella su Terra e Vita 14/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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