Angurie in anticipo di un mese con la doppia copertura

Condizioni pedoclimatiche favorevoli del Metapontino, ricorso a varietà precoci, utilizzo di adeguate tecniche agronomiche come la doppia copertura (tunnel e tessuto non tessuto). Sono i fattori che consentono all’azienda agricola Suriano & Casalnuovo di Policoro (Mt) di raccogliere le angurie, cui destina 10 ettari, già a fine maggio e di arrivare sul mercato nazionale con un mese di anticipo rispetto ai tempi tradizionali di commercializzazione delle angurie da pieno campo. «Per fare reddito con le angurie occorre necessariamente puntare sulle produzioni precoci in coltura protetta, perché da fine giugno i prezzi calano inesorabilmente e non sono più remunerativi – dichiara Berardino Marchitelli, agronomo responsabile tecnico aziendale –. Coltiviamo angurie da 8-9 kg sotto tunnel in ferro-plastica, larghi 5 m e alti 2,5 m, con sesto di 5 m x 0,8 m. Effettuiamo il trapianto a fine febbraio-inizio marzo, su film pacciamante nero, largo 120 cm e interrato 20 cm da entrambi i lati in modo da ottenere una fascia pacciamata larga 80 cm. La pacciamatura impedisce il passaggio della luce e ostacola lo sviluppo delle erbe infestanti. Inoltre consente un risparmio idrico in quanto riduce le perdite di acqua per evaporazione e aumenta la temperatura del terreno favorendo la precocizzazione delle angurie. Sotto il film pacciamante applichiamo la manichetta forata per la fertirrigazione». Sin dal trapianto la cura per le piantine di anguria è massima per garantire una produzione ottimale per resa (900 q/ha) e qualità. «Fino ai primi di aprile, quando le temperature iniziano a salire, copriamo le piantine con tessuto non tessuto per proteggerle da eventuali sbalzi termici e consentirne la crescita in condizioni termiche ottimali. Favoriamo l’impollinazione con l’introduzione di tre-quattro arnie di bombi e api/ha. A maggio e giugno, quando le temperature diventano più elevate, imbianchiamo i teli plastici dei tunnel per ombreggiare al meglio la produzione sottostante. Basiamo la difesa su piani di lotta preventivi soprattutto per alcune crittogame, mentre il monitoraggio di afidi e acari consente di intervenire tempestivamente utilizzando insetticidi a basso impatto ambientale». L’ottenimento di produzioni di alto livello è strettamente correlato alla razionale gestione idrica e nutrizionale della coltura, sottolinea Marchitelli. «Grazie alla fertirrigazione otteniamo una migliore efficienza di distribuzione dei fertilizzanti, rispettiamo maggiormente le esigenze colturali durante l’intero ciclo vegetativo della coltura e riduciamo al minimo i rischi ambientali legati soprattutto a un eccesso di apporti azotati. Per i piani di fertirrigazione consideriamo i fabbisogni colturali, i ritmi di assorbimento degli elementi nutritivi nelle fasi fenologiche (post trapianto-fioritura, fioritura-allegagione, allegagione-ingrossamento frutti, maturazione-raccolta) e la disponibilità dei nutrienti nel suolo e nella soluzione circolante. L’assorbimento degli elementi varia molto in funzione della fase fenologica. N, P, K e Mg vengono assorbiti in modo proporzionale all’accrescimento e di conseguenza all’accumulo di sostanza secca, soprattutto dalla fioritura all’ingrossamento dei frutti. Prima della raccolta il rapporto tra N:P:K deve essere 1:0,4:1,6. L’apporto di fosforo sotto forma di ione fosfito induce la produzione di fitoalessine endogene, che aumentano le difese interne della pianta. Il calcio è necessario anche per evitare fisiopatie come la necrosi apicale». Giuseppe Francesco Sportelli

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