L’ammissibilità dei pascoli nella Pac

Lo sfalcio è alternativo al pascolamento in quasi tutti i casi


ammissibilità

 

L’ammissibilità dei pascoli nella Pac è un tema di notevole complessità normativa, che ha provocato nel passato molte controversie e suscita ancora molte incertezze.
Il 2014 è stato l’annus horribilis per i pascoli, a causa della vicenda del “pascolamento di terzi”, che si è conclusa recentemente con una Sentenza del Consiglio di Stato.
Il 2015, primo anno della riforma, il tema dei pascoli è stato oggetto di molteplici e mutevoli interventi normativi, giunti con grave ritardo, che hanno generato molta incertezza tra gli agricoltori.
Il 2016 dovrebbe essere un anno più tranquillo: la normativa non cambia e la prassi consolidata dovrebbe aiutare la sua applicazione.
Il motivo di tale complessità deriva da una duplice ragione.
Da una parte, i pascoli sono superfici molto importanti dal punto di vista della tutela ambientale, quindi usufruiscono giustamente del sostegno della Pac al pari delle altre superfici agricole.
D’altra parte, i pascoli rappresentano una superficie ammissibile rilevante (circa 3,4 milioni di ettari in Italia su 12 milioni di superficie agricola), spesso ad elevate altitudini e notevoli pendenze, frequentemente con la presenza di roccia affiorante e arbusti. Pertanto, il rischio di speculazioni è elevatissimo.

La percentuale di ammissibilità
Il primo problema è la percentuale di ammissibilità dei pascoli, in presenza di roccia affiorante e di arbusti.
Questo tema è stato definitivamente affrontato con il decreto ministeriale n. 1566 del 12 maggio 2015 che ha portato una definizione delle tare sui pascoli (tab. 1).

La gestione del pascolo
La normativa prevede che sui pascoli, come su tutte le superfici agricole, l’agricoltore…..

 

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 12/2016 L’Edicola di Terra e Vita


Pubblica un commento