Allevamento in zone Sic e Zps

Le alternative al pascolo nei siti Natura 2000


latte

Domanda

Il Dm.1420 del 26/2/2015 chiarisce il “mantenimento di una superficie” e “l’attività agricola minima” da eseguire sulle superfici agricole per renderle pagabili a fini domanda unica. Sulla parte destinata ai pascoli magri, i criteri di mantenimento delle superfici sono soddisfatti quando il pascolo è applicato con uno o più turni annuali di durata complessiva di almeno 60 giorni e la densità di bestiame è di 0,2 Uba/ha riferita all’anno di presentazione della domanda (salvo deroghe regionali). In alternativa al pascolo è possibile fare un’operazione colturale volta al miglioramento del pascolo. Esiste una guida per queste operazioni colturali migliorative o comunque regole accettate da tutti gli organismi pagatori regionali?

E per le aree Sic (sito di interesse comunitario), è possibile derogare ulteriormente i carichi Uba/ha in caso di pascolo e le pratiche agronomiche alternative al pascolo? Se sì, in che modo? 

 

Risposta

La normativa prevede che sui pascoli, come su tutte le superfici agricole, l’agricoltore deve svolgere un’attività agricola. Vari decreti si sono pronunciati sulla definizione di attività agricola nei pascoli, in particolare il Dm. n. 1420/2015.

La lettura del suddetto decreto è molto complessa, essendo il frutto di intricate mediazioni tra le Regioni. Per meglio esplicitare il contenuto della normativa, il Mipaaf ha diffuso un importante chiarimento con una comunicazione dell’8 maggio 2015: viene chiarito che i pascoli sono ammissibili se viene svolta una delle seguenti attività agricole:

–  pascolamento;

–  sfalcio;

–  altra operazione colturale in grado di mantenere la superficie in uno stato idoneo al pascolo.

 

Leggi la risposta completa di Angelo Frascarelli su Terra e Vita 3/2017 L’Edicola di Terra e Vita


Pubblica un commento