Albicocche, materia prima di qualità per buoni trasformati

Anche la trasformazione industriale non va affidata al caso, occorre programmazione


albicocche

La trasformazione industriale della frutta può offrire delle opportunità ad un settore che mostra da tempo delle difficoltà, ma produrre frutta per l’industria non è né più facile né meno impegnativo e richiede adeguata programmazione e gestione tecnica.

Dopo i programmi di sviluppo delle pesche da crema e, più recentemente, il progetto di riconversione delle percoche, con l’introduzione di alcune nuove varietà altamente performanti sotto il profilo agronomico e tecnologico, il Consorzio Cooperativo Conserve Italia di Bologna ha avviato altre attività di incentivazione rivolte alla frutticoltura da industria.

Si tratta, nello specifico, della programmazione di oltre 100 ha di William da sciroppo, di circa 50 ha di nettarine tardive per succhi e di oltre 120 ha di albicocche per l’ottenimento di creme e succhi: programmi studiati appositamente per ottenere frutta di qualità, idonea alla trasformazione in nettari.

 

Albicocche per l’industria

Per quanto attiene le albicocche, Conserve Italia ha la necessità di colmare un fabbisogno di prodotto che ogni anno obbliga alla ricerca di forniture sul mercato (interno ed estero) al di fuori delle cooperative associate: il conferimento dei soci è da sempre sinonimo di sicurezza e qualità, un sistema che si traduce in garanzie e certezze di un rapporto con una filiera trasparente e sotto controllo, che difficilmente si ritrova acquistando il prodotto sul mercato.

Il recente rinnovo varietale dell’albicocco ha visto un incremento delle tipologie con buccia a colorazione rossa e acidità piuttosto elevata, spesso accompagnata dalla perdita dei caratteri di tipicità nel gusto e nell’aroma. Contrariamente a questa tendenza, le caratteristiche ricercate dal consumatore di nettari sono soprattutto tipicità di gusto e bassa acidità. Da alcuni anni l’Ufficio Tecnico di Conserve Italia, conoscendo l’evoluzione dei catasti delle cooperative socie, è alla ricerca di varietà idonee alla trasformazione in creme.

La coltivazione di varietà dedicate e la raccolta “scendipianta” nel giusto momento di maturazione devono permettere l’ottenimento di qualità chimico-fisiche ed organolettiche superiori.

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 23/2016 L’Edicola di Terra e Vita


Pubblica un commento