Aiuti diretti e limite del 5% dei proventi totali

Ottenuti da attività non agricole: in tal caso non serve la p. Iva


aiuti

Domanda

Un agricoltore, mancato a gennaio scorso, aveva presentato regolare DU nel 2013 e nel 2014. Nel 2014 aveva percepito 6.000 € di aiuti diretti. Tramite ricognizione preventiva, successione mortis causa, è stato effettuato il passaggio del diritto e dell’importo alla moglie. Che requisiti deve avere per essere considerata agricoltore attivo? È sufficiente indicare in DU 2015 che non possiede p.Iva e che l’importo annuo dei pagamenti diretti ottenuti nel 2014 (che sarebbe quello ricevuto dal marito, cioè i 6.000 €) è pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole (lei percepisce solamente reddito da pensione)? Facendo solo questo inciderebbe sui Titoli ottenuti?

Mi è stato detto (anche se non ho trovato alcun riscontro normativo) che così facendo potrebbe ottenere al massimo un importo di € 1.250 (a fronte di un importo indicativamente stimato in quasi 6.000 €). Oppure è necessario che apra una p. Iva, ed eventualmente entro che data? Ed infine, nel caso non fosse necessaria l’apertura della p.Iva, se il suo importo continua ad essere oltre i 5.000 € (essendo in zona svantaggiata) sarà possibile continuare ad invocare anche nella DU 2016 e successive la deroga del “5%” oppure come dovrà comportarsi?

 Risposta

Un agricoltore ha ben sei possibilità per dimostrare di essere agricoltore attivo:

  1. pagamenti diretti percepiti nell’anno precedente (2014) sotto una certa soglia di (5.000 € per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate; 1.250 € nelle altre zone);
  2. iscrizione all’Inps, in qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (Iap) o colono o mezzadro;
  3. titolari di partita Iva, attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014;
  4. proventi totali ottenuti da attività agricole nell’anno precedente (2014) pari ad almeno un terzo dei proventi totali ottenuti nell’anno precedente (2014);
  5. importo annuo dei pagamenti diretti pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente (2014);
  6. la sua attività principale o il suo oggetto sociale è l’esercizio di un’attività agricola.

Se l’agricoltore non rientra in nessuna di queste casistiche, non è agricoltore attivo.

L’agricoltore in questione (moglie del de cuius) percepisce solo un reddito da pensione, quindi dovrebbe rientrare in almeno due delle suddette fattispecie:

–   importo annuo dei pagamenti diretti pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente;

–   proventi totali ottenuti da attività agricole nell’anno precedente (2014) pari ad almeno un terzo dei proventi totali ottenuti nell’anno precedente.

Quindi non avrà problemi a dimostrare di essere agricoltore attivo.

Il lettore chiede un chiarimento in merito ad una delle sei possibilità di dimostrare la qualifica di agricoltore attivo: l’importo annuo dei pagamenti diretti è pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente (2014). A tal fine, si precisa quanto segue.

L’importo dei pagamenti diretti corrisponde all’importo totale dei pagamenti diretti a cui l’agricoltore aveva diritto a norma del Reg. 73/2009 per il 2014, senza tener conto delle riduzioni ed esclusioni ai fini della condizionalità o dei recuperi.

Se un agricoltore non ha presentato domanda di aiuto per i pagamenti diretti nel 2014 (è il caso del quesito), l’importo è calcolato con la media nazionale dei pagamenti diretti. Più precisamente, l’importo è ottenuto moltiplicando il numero di ettari ammissibili dichiarati dall’agricoltore nel 2015 per il pagamento medio nazionale del sostegno diretto per ettaro nel 2014.

Il pagamento medio nazionale del sostegno diretto per ettaro è stabilito dividendo il massimale nazionale per il 2014 (Allegato VIII del Reg. 73/2009) per il numero totale di ettari ammissibili dichiarati per tale anno nello Stato membro.

Il valore medio nazionale del sostegno diretto per ettaro è determinato da Agea. Per l’Italia è circa di 320 €/ha.

La verifica dei proventi derivanti dallo svolgimento di attività non agricole è eseguita sulla base dei dati reddituali dichiarati dagli agricoltori e coerenti con quelli dichiarati ai fini fiscali.

In altre parole, Agea prenderà in considerazione la denuncia dei redditi del richiedente.

Se l’agricoltore rientra in questa fattispecie (importo annuo dei pagamenti diretti pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente), non ha la necessità di possedere la p. Iva.

Pertanto, l’agricoltore in questione (moglie del de cuius) non necessita del possesso della p. Iva.

 

 L’Edicola di Terra e Vita


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