Agrumi, l’ora della cicalina

Con la sua attività trofica a carico dei frutti provoca una sintomatologia nota come la fetola parassitaria


cicalina

Con l’abbassamento delle temperature, la mosca della frutta (Ceratitis capitata), che quest’anno non ha mai raggiunto alti livelli di popolazione, riduce gradualmente la sua attività fino ad annullarsi nei mesi freddi.

In questo periodo, però, un altro fitofago potrebbe richiedere interventi attivi di controllo sugli agrumi: con temperature non particolarmente rigide, la cicalina verde (Asymmetrasca=Empoasca decedens) potrà continuare la sua attività trofica a carico dei frutti su cui provoca una sintomatologia nota come la fetola parassitaria, cioè la comparsa di caratteristiche macchie necrotiche sulla buccia che, pur non danneggiando la parte edule, possono causare notevoli deprezzamento del prodotto. Con l’avanzare dell’inverno le erbe spontanee di cui l’empoasca si nutre sono sempre più rade e la cicalina si sposta in massa negli agrumeti, attaccando i frutti proprio in prossimità della raccolta. Gli attacchi sono più intensi in vicinanza di fossi ricchi di vegetazione spontanea come le canne e dei frangivento di cipressi, su cui le cicaline trovano riparo e nutrimento.

La presenza delle caratteristiche oleocellosi indotte dalle punture dell’empoasca andrà monitorate sui frutti e, al superamento della soglia indicativa del 2% di frutti colpiti, occorrerà intervenire tempestivamente con etofenprox o un altro insetticida abbattente registrato per il fitofago. I prodotti utili al controllo dell’empoasca sono attivi anche nei confronti della mosca della frutta (Ceratitis capitata) ma per quest’ultimo insetto raramente in inverno si creano le condizioni che possono giustificare un intervento diretto. Infatti va considerato che la sua popolazione si abbassa drasticamente in inverno, che le ferite di ovideposizione della mosca deprezzano meno i frutti maturi perché sulla buccia non si creano le caratteristiche decolorazioni circolari e spesso le larve muoiono prima di raggiungere la polpa.

 

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