AGRONOMI – Sisti: la sostenibilità è globale e va condivisa

Parla il neopresidente. Cambio della guardia dalla Spagna all’Italia


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Maggiore rilevanza a livello istituzionale e internazionale, formazione continua e conoscenza condivisa per rispondere con una sola voce all’incognita di come nutrire il pianeta. Queste le priorità del mandato del neo presidente della World association of agronomist, l’italiano Andrea Sisti, eletto durante il IV Congresso dell’organismo che riunisce nel mondo 380 mila professionisti e che per la prima volta nella storia è stato ospitato dall’Italia, ad Expo.

«Il ruolo degli agronomi – ha commentato il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina – è centrale nello sviluppo delle agricolture del mondo e la loro presenza stabile a Expo nel corso del semestre espositivo dimostra quanto sia alta l`attenzione per l’agricoltura e i suoi protagonisti. La scelta di svolgere a Milano il congresso mondiale della categoria conferma ancora una volta la capacità dell’Esposizione di diventare una piattaforma globale per condividere idee, esperienze, conoscenze e trovare soluzioni condivise».

 

Visioni agronomiche

Sisti, 50 anni, già presidente del Conaf (Consiglio nazionale dottori agronomi e forestali), ha raccolto il testimone della spagnola Maria Cruz Diaz Alvarez, che nel suo discorso di commiato ha sottolineato l’esigenza di maggiore spirito di condivisione e cooperazione nella categoria: «Studi e problemi sono gli stessi. Ma le soluzioni per raggiungere l’obiettivo di nutrire il pianeta sono diverse tra loro. Per questo è necessario mettere insieme le nostre conoscenze e professionalità».

Basta un solo esempio per capire quanto questo appello alla “condivisione” non sia semplice formalità: cosa significa nutrire il pianeta in maniera “sostenibile”? Come si applica il concetto nei diversi sistemi produttivi? La definizione di sostenibilità in Italia è la stessa che in Cina, Sud America o Africa? «Le versioni, come sappiamo, – ha spiegato Sisti – sono molto differenti, ma la visione dell’agronomo, che spesso detta i paradigmi della pratica agricola, dev’essere il più globale e condivisa possibile». Da qui l’esigenza, ma anche il dovere morale, di promuovere la formazione e l’aggiornamento professionale continuo, incentivando confronti e scambi internazionali. Da qui anche la proposta per il futuro del sito espositivo di Expo: «mancano circa 40 giorni alla chiusura dell’esposizione e ancora non si sa cosa ne sarà di questi spazi. La nostra idea è realizzare un campus internazionale dedicato a tutte le materie connesse con l’agricoltura e la produzione di cibo».

 

Una sede alla Fao

E a proposito di internazionalità, la seconda “battaglia” del quadriennio Sisti sarà portare gli agronomi a diventare interlocutori privilegiati nell’agenda politica agricola. In tale ottica, ha promesso il presidente, «il mio primo impegno sarà ottenere una sede permanente della Waa presso la Fao, a Roma».

Accanto alle priorità “professionali”, il Congresso ha partorito tre proposte operative per il settore: sviluppo dell’agricoltura “urbana”, con la riqualificazione di aree periferiche e marginali attraverso fattorie verticali, orti e biotipi resilienti; investimento sulla conservazione della biodiversità delle specie coltivate, attraverso la creazione di aziende agricole bio-diverse; promozione di programmi di educazione alimentare, da far diventare materia obbligatoria nelle scuole.

 

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