Gli agriturismi italiani puntano sull’agrichef

Il primo grande festival dell’agriturismo italiano, un “fuori Expo” promosso da Cia


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Nutrire il pianeta secondo natura. E possibilmente intercettando il flusso di turisti, italiani e stranieri, giunti in Lombardia per visitare l’Expo. Famiglie, coppie e comitive che si fermano per due-tre giorni a Milano e dintorni e raramente abbinano la visita all’Expo con una vacanza lungo lo Stivale, eccezion fatta per le grandi città d’arte.

È soprattutto a loro che si rivolge il “Primo Festival dell’Agriturismo Italiano”, una sorta di “fuori Expo” promosso da Cia per far scoprire la ricchezza e la diversità della cucina italiana tradizionale, figlia dell’agricoltura di prossimità. Da giugno e per tutta la durata dell’esposizione, una ventina di agri-cuochi provenienti dalle diverse regioni d’Italia saranno ospitati presso le cucine di altrettanti agriturismi lombardi (distanti al massimo 60 km da Expo) per dare vita ad una contaminazione gastronomica e culturale. Menù misti che racconteranno l’Italia a tavola, ma anche l’evoluzione del concetto di agriturismo e della cucina di campagna. Una cucina che si fonde su ciò che la terra offre, ma che in questi ultimi anni ha imparato a farlo in maniera raffinata, reinterpretando i piatti e gli ingredienti della tradizione come fanno i veri chef. «Meglio come degli agrichef, agricoltori capaci di produrre materie prime di qualità e di trasformarle in pietanze di alto livello» spiega il presidente Cia, Dino Scanavino.

Piatti come il tortino di zucchine col fiore ripieno o il raviolo farcito di pappa al pomodoro o come il risotto alle mille erbe. Pietanze del menù proposto dai primi due agri-chef del Festival, l’ospitante Cascina Caremma di Besate (Mi) e l’ospite Villa Caprarecia di Bibbona, in Maremma. La prima è una azienda agrituristica multifunzionale: 100 ha dedicati al bio, allevamento, laboratori didattici, spa, alloggio, organizzazione di meeting aziendali e trekking lungo il fiume. La seconda è una villa immersa in 35 ha di frutteti, vigneti e oliveti, coltivati da quattro generazioni. Tra i servizi innovativi, il camping immerso nella natura. La “sfida” prosegue sino a fine ottobre: già in calendario incontri con strutture liguri, emiliane, pugliesi, abruzzesi.


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