Agritechnica, trampolino di (ri)lancio

L’edizione 2015 prova a ridare fiducia al settore. Il 56% degli espositori è straniero, italiani in pole


Agritechnica

L’edizione 2015 di Agritechnica coincide con un momento di forte criticità per le aziende agricole. I bassi prezzi pagati ai produttori, l’alta instabilità politica e le crescenti richieste della società stanno demoralizzando le aziende agricole. Gli agricoltori hanno al momento un enorme bisogno di informazione e in questo senso Agritechnica capita al momento giusto, perché centro globale per le innovazioni e per i nuovi sviluppi nell’ambito della meccanizzazione agricola.

In occasione del suo trentennale Agritechnica si presenta, allora, con un nuovo tutto esaurito in termini di padiglioni e un nuovo record di espositori. Circa 2.800 aziende provenienti da 52 paesi diversi presentano le loro novità in quel di Hannover dal 10 al 14 novembre (8 e 9 novembre i due giorni di anteprima) e il primo dato che salta agli occhi è che la fiera tedesca è sempre più internazionale. 1.563 espositori, infatti, ossia il 56% del totale, viene da fuori Germania ed è anche questo un record. Le aziende tedesche hanno infatti registrato un certo calo (10% circa) rispetto all’edizione 2013, mentre quelle estere sono cresciute (+3,2%). Altro record è quello delle aziende italiane, passate dalle 367 di due anni fa alle 391 (dato ancora non definitivo) di quest’anno, con il consueto forte distacco dai paesi seguenti, ovverosia Olanda (126 espositori), Turchia (109), Francia (103), Cina (100), Austria (70), Polonia (68), Canada (60), Usa (54), Regno Unito (46), Danimarca (46), Spagna (43) e Finlandia (39). La Dlg vede nell’alto numero di espositori un chiaro segno dell’ulteriore internazionalizzazione delle aziende e dell’agrobusiness con le sue interconnessioni globali. Gli espositori, infatti, puntano alla piattaforma di Agritechnica soprattutto per aprirsi nuovi mercati. Il concetto di internazionalizzazione si estende anche ai visitatori: sono attesi infatti anche quest’anno più di 400mila visitatori, il 25% dei quali dall’estero.

Agritechnica non è, però, solo una piattaforma di innovazioni, perché fornisce anche idee e stimoli su questioni importanti riguardanti il futuro dell’agricoltura e delle macchine agricole. Per questo la fiera attrae in modo particolare quegli agricoltori che vogliono equipaggiarsi in modo completo per rispondere alle sfide future. E i costruttori di macchine agricole di tutto il mondo apprezzano questo stato d’animo. Soprattutto in tempi difficili come questi, gli operatori di tutta la filiera (agricoltura, industria, distribuzione) devono mettere a fuoco la loro consapevolezza e concentrarsi sul futuro. Gli agricoltori prendono molto seriamente le richieste della società e vedono il futuro delle loro aziende in una gestione sostenibile della terra, con particolare riferimento agli aspetti economici, ecologici e sociali. E le innovazioni nelle macchine agricole aiutano gli agricoltori a portare a termine questo compito. Ad Agritechnica gli espositori presentano soluzioni con cui gli agricoltori possono lavorare con ancora maggior precisione, in modo più efficiente e conservando maggiormente le risorse. Dettano inoltre il passo ulteriori sviluppi nei campi dell’elettronica e della sensoristica.

La raccolta del grano a livello mondiale è stata più abbondante del previsto e la creazione di prodotto stoccato nei paesi d’esportazione sta mettemdo pressione ai prezzi dei cereali. A seguito della forte posizione dei paesi del Mar Nero, gli agricoltori della Ue possono al momento aspettarsi solo un basso livello di export. Ma si spera che i prezzi del grano aumentino in inverno.

 

TrendMonitor Europe

I risultati dell’ultimo Trendmonitor Europe, condotto dalla Dlg assieme al Kleffmann Group, hanno evidenziato come gli agricoltori in Germania, Regno Unito e Polonia siano chiaramente meno soddisfatti del loro attuale business rispetto alla primavera scorsa. In particolare, sono meno soddisfatti gli allevatori, mentre i produttori delle colture estensive definiscono stabile la situazione. Questo riflette i prezzi attualmente bassi pagati ai produttori che mettono pressione in particolare sugli allevatori e sui suinicoltori. In Francia l’umore è stabile su bassi livelli e le misure del governo per alleggerire i carichi sugli allevatori sembrano aver calmato la situazione. Le grandi aziende agricole sono invece più soddisfatte degli allevatori grazie al raccolto record e di buona qualità. In tutti e quattro i paesi gli allevatori sono meno ottimisti per quanto riguarda le attese dello sviluppo del business nei prossimi 12 mesi, soprattutto le stalle da latte e i suinicoltori. La situazione di mercato non lascia intravvedere spiragli di cambiamento, a seguito delle elevate produzioni di latte e maiali. Inoltre, in Francia l’aumento delle importazioni di latte causa una crescente competizione per le stalle da latte che al momento spuntano il prezzo più alto del latte a livello europeo.

Le attese per le grandi aziende agricole in Germania, Francia e Polonia non sono cambiate rispetto alla primavera: la siccità non ha determinato i cali produttivi previsti e, nonostante i grandi raccolti di grano a livello mondiale, rimane la speranza che il business delle esportazioni ripartirà.

Intenzioni di investimento

Rispetto al questionario della primavera 2015, la disponibilità a investire è calata al 41% in Germania, al 39% in Polonia e al 29% in Regno Unito, mentre è rimasta stabile al 23% in Francia. Del resto, in Germania, Polonia e Regno Unito gli agricoltori hanno investito molto negli ultimi cinque anni e, in periodi di bassi prezzi come questo, il focus diventa quello di garantirsi liquidità e ogni nuovo investimento viene rimandato. In Francia, invece, la volontà di investire rimane stabile, anche se su livelli bassi. Mentre la disponibilità a investire sta calando tra le stalle e i suinicoltori, i grandi agricoltori programmano di investire di più (dal 9 al 22%). Per la precisione, in Germania si tende a investire nelle colture estensive, nel Regno Unito nella diversificazione produttiva e nell’ampliamento delle strutture esistenti, mentre in Polonia prevale la zootecnia. Anche in Francia gli investimenti maggiori sono quelli nelle colture estensive, passando dal 25 al 73%.

Infine, gli agricoltori dovranno adeguarsi nei prossimi anni al fatto che saranno disponibili meno principi attivi per la difesa e si dovranno rispettare nuovi obblighi (compreso il greening). In Germania, Francia e Polonia pensano quindi di espandere il loro programma colturale e di coltivare più colture estive e intercalari. Sono altresì interessati alle innovazioni in tema di spandiconcime (73%), elaborazione dati (62%), software Cloud e strip tillage (54%) per migliorare le loro produzioni.

 

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