Agritechnica prova a rilanciare il settore

Dall’8 al 14 novembre ad Hannover saranno presenti oltre 2.800 espositori della meccanizzazione agricola


Agritechnica

Bassi prezzi pagati ai produttori, elevati rischi nella gestione delle politiche di settore, richieste sempre più stringenti della società civile: il morale delle aziende agricole non è elevato. Tanto che molte di esse definiscono critica la propria situazione.

È questo lo scenario delicato descritto in occasione dell’anteprima di Agritechnica 2015, la grande fiera tedesca di meccanizzazione agricola che si terrà ad Hannover dall’8 al 14 novembre prossimi. Si tratta della sedicesima edizione, che cade proprio in occasione dei 30 anni di vita della manifestazione.
Ma qualche indicazione positiva non è mancata. «Gli agricoltori hanno un enorme bisogno di informazioni – ha detto Reinhard Grandke, amministratore delegato della Dlg (società agricola tedesca, organizzatrice della fiera) – e Agritechnica capita proprio al momento giusto. Non è solo una piattaforma di innovazioni per macchine agricole moderne, ma fornisce anche idee e stimoli. Per questo la fiera attrae in modo particolare quegli agricoltori che vogliono dotarsi integralmente di macchine in grado di rispondere alle sfide del futuro. Alle macchine agricole viene richiesto un contributo essenziale per produrre in modo efficiente a costi inferiori e con minore impatto sull’ambiente. Gli agricoltori vedono il futuro delle loro aziende in una gestione sostenibile del suolo con particolare attenzione agli aspetti economici, ecologici e sociali. E le novità nell’ambito della meccanizzazione agricola li aiutano in questo compito».

In occasione dell’anteprima tedesca è stato fatto anche il punto sulla situazione attuale delle colture. «La raccolta di grano nel mondo – ha continuato Grandke – è stata più abbondante del previsto e la formazione di stock nei paesi esportatori ha messo e sta mettendo pressione sui prezzi del grano. E la posizione privilegiata dei paesi del Mar Nero, non apre grandi prospettive agli agricoltori europei, i quali non si aspettano un livello elevato di esportazioni. Tuttavia sullo sfondo aleggia una timida aspettativa di rialzo delle quotazioni del grano per il prossimo inverno. Capitolo latte. L’offerta a livello mondiale rimane elevata, e si scontra con una domanda stagnante (soprattutto in Asia, dove la crescita economica è sensibilmente rallentata). Le quotazioni ne risentono: il prezzo europeo del latte è di circa 13 centesime inferiore alla media degli ultimi cinque anni.

La produzione suinicola nell’Ue è aumentata dell’1,2% rispetto al 2014 (+2,6% in Germania) e, anche in questo casi, i prezzi attuali sono in calo a causa dell’effetto combinato della domanda in diminuzione e della produzione in aumento».

 

TrendMonitor Europa

Nell’anteprima di Agritechnica sono stati resi noti i risultati dell’ultimo sondaggio “TrendMonitor Europa” condotto da Dlg in collaborazione con il gruppo Kleffmann in Germania, Polonia, Regno Unito e Francia. Gli agricoltori dei primi tre Paesi si dichiarano chiaramente meno soddisfatti della loro situazione attuale rispetto a quella della primavera scorsa. Cosa che si accentua fra gli allevatori, mentre è meno pesante fra gli agricoltori impegnati sulle colture estensive.

Il caso francese si discosta: l’umore rimane stabile, a livelli modesti, con gli allevatori sostenuti dalle misure governative e i grandi agricoltori abbastanza soddisfatti del raccolto record a livello di rese.

II dato di fondo che accomuna tutti i Paesi è quello relativo ad allevatori e settore zootecnico: meno ottimismo e prospettive grigie anche per i prossimi anni. Consistente anche il calo nella volontà di investire rispetto alla primavera, con solo la Francia che rimane stabile. A livello di aree di investimento in Germania e Francia si punta sulle colture estensive, nel Regno Unito sulla diversificazione della produzione e in Polonia, quasi in controtendenza, sulla zootecnia.

Sulla sfondo una Pac che spinge sulla sostenibilità e porterà a una riduzione dei prodotti fitosanitario, a una gestione più efficiente dei concimi, a un’organizzazione tecnico-agronomica diversa, fatta di più colture intercalarri e di obblighi ambientali (greening) più stringenti.

Cambiamenti che fanno aumentare quello che in Germania è stato definito ‘appetito per l’informazione’: Agritechnica si propone come la piattaforma per soddisfare queste nuove esigenze. La Dlg si aspetta anche quest’anno oltre 400mila visitatori, circa un quarto dei quali esteri. Gli espositori saranno sui livelli 2013, più di 2.800, con una presenza record di espositori esteri (1.563, pari al 56%). Tra questi l’Italia recita ancora un ruolo di primo piano l’Italia, con ben 391 aziende partecipanti, altro record. Seguono, nettamente distanziate, Olanda (126 espositori), Turchia (109) e Francia (103). Numeri che, secondo la Dlg, rappresentano un chiaro segnale di un agrobusiness che ha il mondo come scenario di riferimento e della chiara volontà delle aziende agricole di cercare di aprirsi a nuovi mercati.

 

Leggi l’articolo completo di tabelle su Terra e Vita 37/2015 L’Edicola di Terra e Vita


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