Per l’agricoltura biologica dopo il piano d’azione adesso serve il testo unico

Un progetto dl rilancio del settore con i fondi disponibili attraverso i Psr


bio

Il Teatro della Terra del Biodiversity Park dell’Expo ha tenuto a battesimo i lavori; il percorso di concertazione che ha coinvolto in gruppi tematici le organizzazioni del settore ha fornito stimoli e indicazioni (va detto, recepiti nella sostanziale totalità), la Conferenza Stato-Regioni lo ha approvato a marzo.

È il Piano strategico nazionale per lo sviluppo del settore biologico.

Non è il primo: è stato preceduto dal “Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica e i prodotti biologici” 2005/2007 e da quello 2008/2009.

Se non c’è modo di valutare a che livello ulteriori azioni avrebbero potuto accompagnare il settore, da allora, comunque, l’andamento del mercato è stato più che positivo (nella sola Gdo, il canale per cui valori e volumi non dipendono da indagini campionarie o da stime, ma dai freddi risultati alle casse, la crescita va dall’8,8% del 2010 al 19,9% del primo trimestre 2016),

Il Piano prevede obiettivi intesi a supportare il settore (Sau, numero di imprese, mercato) con orizzonte il 2020 e si articola in dieci azioni, che vanno dall’uniformazione delle modalità di applicazione delle misura di sostegno nei diversi Psr a strumenti per favorire le aggregazioni della produzione e politiche di filiera, da campagne di informazione allo stimolo all’uso di prodotti biologici nella ristorazione collettiva, dalla semplificazione della normativa (obiettivo costante anche nei piani precedenti, quindi mai sin qui realizzato) alla formazione, anche con percorsi formativi a livello universitario (non infrequenti all’estero, del tutto assenti – se si esclude qualche master- nel Paese che pure è leader nella produzione e nell’export), dal miglioramento dell’efficacia del sistema di controllo, anche sui prodotti d’importazione (la crescita della domanda è da un decennio superiore all’aumento delle superfici, imponendo il ricorso a produzioni estere, in particolare per la materia prima per mangimi).

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 20/2016 L’Edicola di Terra e Vita


Pubblica un commento