Agricoltori sempre più 2.0

Secondo un indagine di Nomisma il 61% usa internet ogni giorno


Agricoltori

Anche se nell’immaginario di molti l’agricoltore resta ancora quello con il cappello di paglia e il forcone, una ricerca condotta da Nomisma ci rivela che ci stiamo avviando sempre più rapidamente verso un’agricoltura 2.0. Secondo lo studio, infatti, il 61% degli agricoltori italiani utilizza internet quotidianamente per le proprie attività in campo.
Quasi tutti questi agricoltori informatizzati (siamo ormai al 95,6%) utilizza pagine web e banche dati online a supporto della gestione dell’azienda agricola. E tra questi il 35,2% ricerca informazioni sull’andamento meteorologico mentre l’11,2% si tiene aggiornato sui prezzi dei prodotti agricoli consultando le pagine on line dei mercati e delle pubblicazioni specializzati. Sempre più spinto risulta l’interesse verso i droni tanto che ormai il 43% li conosce e sarebbe interessato ad utilizzarli per gestire e monitorare le proprie coltivazioni, ma c’è già un 2,1% che già li utilizza (anche se ancora per lo più a livello “esplorativo”).

Il 20,4% degli agricoltori, secondo l’indagine Nomisma, dispone di un proprio sito internet e di questi il 26,4% opera l’e-commerce ossia consente al consumatore di acquistare prodotti online. Gli agricoltori italiani, dunque, sono notevolmente proiettati verso l’innovazione tanto che l’85%, pur ritenendo la propria azienda agricola adeguata dal punto di vista dell’Ict (tecnologie dell’informazione e della comunicazione), si dichiara interessato a migliorarla ulteriormente.

Oggi l’82% degli agricoltori usa il personal computer (per lo più si tratta di pc portatili) per connettersi a internet e ormai il 18% utilizza smartphone e tablet in campo, un trend destinato a crescere rapidamente nei prossimi anni.Lo studio di Nomisma ha messo in evidenza anche un divario generazionale tra agricoltori più maturi e più giovani riguardo l’utilizzo delle tecnologie digitali. Si tratta tuttavia di un divario che a breve (diciamo nell’arco di una o al massimo due generazioni) è destinato a ricomporsi.

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 03/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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