Ager guida il rinnovamento delle Borse merci

Parla Patrizio Chieregato, il nuovo vicepresidente dell’Associazione granaria dell’Emilia–Romagna. A Bologna nuovi listini, nuova periodicità, nuovo sistema di quotazione


Ager

Nuova sede, nuovi vertici, nuovo regolamento, nuovo listino, nuovo sistema di quotazione. Le Borse Merci Italiane sono spesso accusate di immobilismo. L’Ager (Associazione granaria dell’Emilia–Romagna), concessionaria di gestione della Borsa Merci di Bologna, reagisce invece con dinamismo alle evoluzioni in corso nei mercati delle materie prime agricole. «I mercati sono interconnessi – spiega Patrizio Chieregato –, se vogliamo continuare a essere protagonisti e a svolgere un ruolo fondamentale per le filiere produttive italiane, occorre stare al passo con piazze che sono riferimenti europei e mondiali». Dallo scorso luglio Chieregato è il nuovo vicepresidente di Ager e, da gennaio, presidente del comitato prezzi della Borsa merci di Bologna, ovvero dell’istituto che rischia di essere sostituito dal nuovo meccanismo delle Cun, le Commissioni Uniche nazionali che, nelle intenzioni del Governo, dopo l’esperienza (non del tutto positiva) nel settore delle carni suine dovrebbero diventare il nuovo riferimento anche per i prezzi delle filiere cerealicole (si veda riquadro).

 

Mais con garanzie sanitarie

«Siamo consapevoli – commenta – della necessità di innovare il sistema di rilevazione dei prezzi delle commodity e pensiamo che l’esperienza e la competenza di operatori che trattano a ogni seduta di Borsa migliaia di tonnellate di granella possa essere utile a conseguire gli obiettivi di trasparenza e fluidità delle contrattazioni». Il rischio da evitare è infatti quello di un meccanismo inefficace nella fissazione di listini veramente rappresentativi, un inconveniente che esporrebbe le parti a contrattazioni senza precisi riferimenti. Anche per questo il Comitato prezzi di Ager, su impulso di Chieregato, sta rinnovando il listino eliminando le voci obsolete e inserendo nuovi riferimenti in grado di valorizzare la qualità della produzione agricola trattata (si veda tab.). «Un’esigenza – specifica – particolarmente avvertita in filiere come quella del mais: la differenza di prezzo registrata nella scorsa annata tra granella nazionale ed estera era infatti dovuta alla difficoltà degli operatori a individuare le caratteristiche sanitarie richieste nella produzione italiana». Difficoltà che dovrebbero essere superate dalla nuova categoria di mais nazionale “con caratteristiche” che sarà applicata a partire dalla prossima campagna di commercializzazione, per consentire l’adeguamento a un sistema che richiederà più attenzione nelle fasi di cernita della granella avviata allo stoccaggio.

 

Franco arrivo per tutti

Un rinnovamento dei listini che porta anche all’unificazione tra il franco arrivo e il franco partenza, con la definitiva eliminazione, per gran parte dei prodotti quotati, di quest’ultimo. «Per questioni di uniformità e anche per ribadire il ruolo di riferimento nazionale e non solo locale della piazza di Bologna». E un passo decisamente innovativo dovrebbe arrivare dal progetto di un sistema di quotazioni non più settimanale, ma giornaliero, attraverso le possibilità offerte da internet e dalle videoconferenze. «Lo impone la volatilità dei prezzi: un tempo la rete delle Granarie locali, ognuna con un diverso giorno di contrattazione, permetteva di seguirne le evoluzioni». Oggi però ci sono troppi “buchi”: sono rimasti pochi riferimenti settimanali. «Le variazioni di prezzo da una settimana all’altra non permettono di chiarire se l’evoluzione dei listini è caratterizzata da rialzi, o da ribassi rispetto a eventuali prezzi maggiori raggiunti infrasettimanalmente». Un’operazione che porterebbe ad una progressiva unificazione tra le diverse Borse Merci, proprio uno degli obiettivi della riforma delle Cun.

Il dualismo con Milano

«Il dualismo tra Ager e la Borsa Merci di Milano non è più tale – stigmatizza Chierigato – l’80 % degli operatori agisce infatti su entrambe le piazze, ma siamo pronti a consultare gli operatori attraverso un referendum riguardo a questa possibilità». Nel frattempo gli operatori di Ager si sono riuniti per la prima volta giovedì 3 marzo nella nuova sede presso la Fiera di Bologna ma, nonostante le novità, i listini hanno confermato l’andamento pesante delle scorse settimane. «La debolezza delle nostre filiere è oggi strutturale: c’è chi pensa di risolverla agendo solo sulla fase della contrattazione dei prezzi. Le Borse Merci però sono il termometro dei mercati, e non si può guarire dalla febbre eliminando il termometro».

 

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