Agea, Governo soddisfatto, agricoltori e Caa molto meno

Il sondaggio di Terra e Vita boccia l’operato dell’Agenzia. Superato l’obiettivo del 75% di domande grafiche


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Pochi giorni dopo la scadenza del 15 giugno è arrivato puntuale il comunicato del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali con il quale si rendeva noto che Agea aveva superato l’obiettivo del 75% di domande grafiche fissato dai regolamenti comunitari entro il termine per la presentazione della domanda unica della Pac. Agea e Arcea, l’ente pagatore della Regione Calabria, hanno raggiunto il 78% di domande grafiche per un totale di 4,7 milioni di ettari. Per i Psr sono state presentate 190mila domande.

«Il termine di presentazione delle domande – sottolinea il Mipaaf – era stato prorogato di un mese a seguito della richiesta avanzata direttamente dal ministro Martina Martina al commissario europeo Phil Hogan per tenere conto delle specifiche esigenze delle imprese agricole italiane. In Italia vengono infatti presentate circa un milione di domande di pagamento. L’equivalente del numero di domande gestite da Francia, Germania, Regno Unito, Portogallo, Paesi Bassi, Danimarca e Belgio».

«È un risultato importante – ha dichiarato Martina – sul quale abbiamo lavorato intensamente come squadra al servizio dell’agricoltura italiana. Un grazie particolare va a tutti gli operatori dei Centri di assistenza agricola (Caa) che hanno consentito il raggiungimento di un obiettivo ambizioso. Ringrazio anche il Presidente di Agea Gabriele Pagliardini, i dipendenti e le strutture informatiche che hanno prestato un’assistenza qualificata».

Una soddisfazione evidente che stride con l’opinione di agricoltori, tecnici e operatori dei Caa che, interpellati da Terra e Vita proprio nelle settimane cruciali per la domanda Pac, hanno bocciato l’attività di Agea (vedi risultati del sondaggio).

 

L’intervento/ informatica deficitaria: migliorare si può e si deve

Oltre ad essere agronomo e operatore Caa, seguo direttamente tutta la procedura delle domande. Da sempre. Ho fatto anche il direttore di un Caa Regionale di una grande Professionale fino al 2008; poi mi sono messo in proprio e, per presentare le domande, ho dovuto aprire un Caa.

La situazione peggiora tutti gli anni. Non c’è un anno, che io ricordi, dove non si è dovuta chiedere una proroga; a volte ufficiale a volte non ufficiale (domande semplificate, domande pre-base, ecc.). Spesso si fa una valutazione finale tenendo in considerazione solo la domanda unica, ma esistono aziende che oltre alla domanda unica presentano altre 5 domande Psr (biologico, indennità compensativa, miglioramento pascoli, benessere animale, erosione genetica) e sono le aziende più valide, zootecniche della zona montana. Bene, per queste aziende non si è riusciti a presentare una sola domanda sul Psr, sono state tutte messe nello stato di stampato ai sensi dell’art. 72 dall’Amministrazione, noi abbiamo fatto solo i rilasci e ora dobbiamo perdere tempo a verificare quante e quali domande sono state fatte normalmente e quante e quali domande sono state fatte ai sensi dell’art. 72; quante e quali aziende hanno la scheda di validazione precompilata e quanti e quali domande hanno la domanda unica fatta da Sian.

Ho valutato positivamente l’introduzione della domanda grafica che, per chi sa operare, semplifica di molto il lavoro. Il problema è che non si riesce proprio a entrare nelle sezioni dei supporti informatici, soprattutto per le domande dello sviluppo rurale.

Tanto che nelle ultime settimane abbiamo dormito di giorno e lavorato di notte. I problemi si possono risolvere:

– Con la formazione del personale: non si possono fare le domande all’ultimo momento con personale non qualificato;

– Eliminando dal sistema le migliaia di domande che prendono < 500 € e intasano inutilmente il sistema;

– Aprire i sistemi prima: cosa vieta di far fare almeno il piano colturale a gennaio di ogni anno anziché aspettare sempre marzo-aprile;

– Stabilizzare i macrousi a colture permanenti: non è possibile che ogni tre anni ci troviamo sempre con oliveti che tornano a seminativo, pezzi di bosco che vengono foto interpretati a seminativo solo perché i poligoni catastali non sono allineati. Questo costringe a fare numerose istanze di riesame.

Poiché certe situazioni sono talmente evidenti, mi pongo la domanda: ma non è che sotto sotto siano situazioni volute?

Onelio Cingolani (Macerata)

 

Leggi l’articolo su Terra e Vita 21/2017 L’Edicola di Terra e Vita


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